Il Fotovoltaico da considerare finalizzato al risparmio energetico, in base alle norme italiane e alle disposizioni comunitarie secondo cui maggiore è la quota di energia rinnovabile e più basso è l’indice prestazione energetica

un impianto fotovoltaico

L’ Agenzia delle Entrate, risoluzione 22/E del 2 aprile 2013 chiarisce che agli impianti fotovoltaici fino a 20 kw, cumulabile con il meccanismo dello scambio sul posto, spetta la detrazione IRPEF per interventi di riqualificazione energetica (50% fino al 30 giugno e poi 36%).

La normativa Entrate stabilisce che è dovuto il bonus fiscale per impianti fotovoltaici (detrazione IRPEF per interventi di risparmio energetico) ad esclusivo uso domestico, resta esclusa l’agevolazione se la potenza dell’impianto è superiore a 20 kw o se ha scopo commerciale.

La deliberazione dell’Agenzia accogliendo le istanze delle imprese del settore ANIE/GIFI in merito all’applicabilità della detrazione alle spese di acquisto e realizzazione di impianti fotovoltaici, chiarisce quanto segue:

Agli impianti fotovoltaici si applica il Bonus ristrutturazioni previsto dal Tuir, testo unico delle imposte sui redditi (Dpr 917/1986).

In base al Decreto Crescita (Dl 83/2012) il bonus è pari a:

  • 50% fino al 30 giugno 2013
  • 36% dal primo luglio 201

L’articolo 16-bis del Tuir stabilisce quali sono gli interventi che hanno diritto all’agevolazione. La lettera h del comma 1 comprende gli interventi «relativi alla realizzazione di opere finalizzate al conseguimento di risparmi energetici con particolare riguardo all’installazione di impianti basati sull’impiego delle fonti rinnovabili di energia», che «possono essere realizzate anche in assenza di opere edilizie propriamente dette, acquisendo idonea documentazione attestante il conseguimento di risparmi energetici in applicazione della normativa vigente in materia».

L’Agenzia, sentito anche il parere del ministero dello Sviluppo Economico, ha precisato che il Fotovoltaico si può considerare finalizzato al risparmio energetico, in base alle norme italiane e alle disposizioni comunitarie secondo cui maggiore è la quota di energia rinnovabile, più basso è l’indice di prestazione energetica (energia primaria consumata per mq all’anno) e, dunque, migliore è la classe energetica dell’edificio.

Prosegue l’Agenzia, «la realizzazione di impianti a fonti rinnovabili è equiparata a tutti gli effetti alla realizzazione di interventi finalizzati al risparmio energetico, in quanto entrambe le soluzioni determinano una riduzione dei consumi da fonte fossile».

Resta fermo l’obbligo di conservare tutte le abilitazioni e i documenti richiesti dalle norme edilizie. Inoltre, l’Agenzia specifica anche che la detrazione è compatibile con il meccanismo dello “scambio sul posto“, in base al quale i piccoli impianti di energie rinnovabili possono immettere in rete l’energia che non consumano in determinate ore del giorno e prelevarla in altre ore. Se invece l’energia prodotta in eccesso viene venduta, e si configura quindi l’esercizio di un’attività commerciale, la detrazione non spetta.

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