Papa Francesco sceglie la linea dura: “si agisca con decisione per quanto riguarda i casi di abuso sessuale”

Papa Francesco

Linea dura e intransigente anche del nuovo Pontefice contro la pedofilia all’interno della Chiesa. Papa Francesco conferma infatti la “linea voluta da Benedetto XVI” perché si agisca “con decisione per quanto riguarda i casi di abuso sessuale”.

Il tema è stato affrontato dal Santo Padre nell’udienza con mons. Gerhard Ludwig Muller, prefetto della congregazione per la dottrina della fede.

Per il Pontefice vanno anzitutto promossi le misure di protezione dei minori, l’aiuto di quanti in passato abbiano sofferto tali violenze, i procedimenti dovuti nei confronti dei colpevoli, l’impegno delle Conferenze episcopali nella formulazione e attuazione delle direttive necessarie in questo campo tanto importante per la testimonianza della Chiesa e la sua credibilità. Papa Francesco ha quindi assicurato che nella sua attenzione e nella sua preghiera per i sofferenti le vittime di abusi sono presenti in modo particolare.

Solo nel nome di Gesù c’è la salvezza: è quanto ha detto Papa Francesco nella breve omelia pronunciata durante la messa presieduta come ogni giorno nella cappellina della Domus Sanctae Marthae. Presenti alla celebrazione alcuni sediari pontifici e un gruppo di dipendenti della Farmacia vaticana.

Commentando le letture del venerdì dell’Ottava di Pasqua, il Papa – come ha riportato “Radio vaticana” – ricorda con San Pietro che solo nel nome di Gesù siamo salvati: “In nessun altro c’è salvezza”. Pietro, che aveva rinnegato Gesù, ora con coraggio, in prigione, dà la sua testimonianza davanti ai capi giudei, spiegando che è grazie all’invocazione del nome di Gesù che uno storpio è guarito. E’ “quel nome che ci salva”. Ma Pietro non pronuncia quel nome da solo, ma “colmato di Spirito Santo”.

Infatti – spiega il Pontefice – “noi non possiamo confessare Gesù, noi non possiamo parlare di Gesù, noi non possiamo dire qualcosa di Gesù senza lo Spirito Santo. E’ lo Spirito che ci spinge a confessare Gesù o a parlare di Gesù o ad avere fiducia in Gesù. Gesù che è nel nostro cammino della vita, sempre”.

Il Papa ha raccontato un aneddoto: “Nella curia di Buenos Aires lavora un uomo umile, da 30 anni lavora; padre di otto figli. Prima di uscire, prima di andare a fare le cose che fa, sempre dice: “Gesù!”. E io, una volta, gli ho chiesto: “Ma perché sempre dici Gesù?”. “Ma quando io dico Gesù – mi ha detto questo uomo umile – mi sento forte, mi sento di poter lavorare, e io so che Lui è al mio fianco, che Lui mi custodisce”.

“Quest’uomo – ha osservato il Papa – non ha studiato teologia, ha soltanto la grazia del battesimo e la forza dello Spirito. E questa testimonianza – ha affermato Papa Francesco – a me ha fatto tanto bene”: perché ci ricorda che “in questo mondo che ci offre tanti salvatori”, è solo il nome di Gesù che salva. In molti – ha sottolineato – per risolvere i loro problemi ricorrono ai maghi o ai tarocchi. Ma solo Gesù salva “e dobbiamo dare testimonianza di questo! Lui è l’unico”.

E “la Madonna sempre ci porta a Gesù”, come ha fatto a Cana quando ha detto: “Fate quello che Lui vi dirà!”. Così – ha concluso il Papa – affidiamoci al nome di Gesù, invochiamo il nome di Gesù, lasciando che lo Spirito Santo ci spinga “a fare questa preghiera fiduciosa nel nome di Gesù … ci farà bene!”.

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