L’alto commissario Pillay: “quella struttura viola le leggi internazionali. Delusa che il governo non sia riuscito a bloccare centro direzionale nonostante ripetuti impegni”

la prigione di Guantanamo

L’alto commissario per i diritti dell’uomo delle Nazioni Unite, signora Navi Pillay, ha rivolto un appello a “tutte le istituzioni del governo americano affinché agiscano di concerto” per chiudere il centro di detenzione di Guantanamo.

Tenere recluso a tempo indeterminato un numero così alto di detenuti equivale a una “detenzione arbitraria” e a una “violazione delle leggi internazionali”, ha sostenuto Pillay in un comunicato. “Sono particolarmente delusa per il fatto che il governo (Usa) non sia riuscito a chiudere Guantanamo nonostante reiterati impegni”, ha aggiunto Pillay. Circa la metà delle 166 persone rinchiuse a Guantanamo sono state giudicate atte ad essere liberate e ad essere rinviate nel loro paese d’origine o in altri paesi.

Evocando lo sciopero della fame avviato da alcuni detenuti, Pillay ha detto che “pur prediligendo metodi di protesta meno pericolosi”, “non è sorprendente che essi ricorrano a misure così disperate, di fronte a una reclusione apparentemente senza fine”.

“Nessuno suggerisce agli Stati Uniti di essere ‘indulgenti’ di fronte a persone che hanno commesso crimini o atrocità. La legge internazionale esige che non vi sia impunità per questi crimini. Ciò nondimeno, i diritti dell’uomo sono universali e si applicano a tutti, compresi coloro che sono sospettati di aver compiuto reati gravi come gli attentati terroristici”, ha proseguito l’alto commissario, che ha anche chiesto l’accesso a Guantanamo per alcuni esperti del Consiglio per i diritti dell’uomo.

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