Raneri: “competenza è del Consiglio comunale. Non sarà permessa una manovra elettorale. Ma il liquidatore si è comportato come Re Artù”. Passalacqua: “nessun passo indietro sull’iter per la revoca. Gestione monocratica e pseudopolitica dell’azienda”. Ora si attende la replica

i bus navetta di Asm

Si riaccende la contesa politica su Asm. Come ormai è noto il sindaco Mauro Passalacqua ha notificato la comunicazione di avvio del procedimento di revoca dall’incarico al liquidatore dell’azienda, Cesare Tajana.

A due mesi dalle elezioni è di nuovo “braccio di ferro” sulla municipalizzata e, aspettando la replica di Tajana, si attende di capire se, di conseguenza, Giunta e Consiglio comunale riuscirano a trovare un punto di incontro o si divideranno ancora in tema come avvenne nel 2011, quando si arrivò alla delibera consiliare di messa in liquidazione di Asm.

Il presidente del Civico consesso, Eugenio Raneri, ha convocato una riunione dei consiglieri per venerdi a mezzogiorno in Comune.

“Non si comprende – ha dichiarato Raneri – come il sindaco intenderebbe revocare il liquidatore e con quale competentenza, alla luce delle deliberazioni fatte dal Consiglio nel 2011. Occorre rassicurare intanto i lavoratori: non verrà consentito l’avvio, ed anzi sarà contrastata qualsiasi iniziativa di carattere elettorale. Asm è stata posta in liquidazione per motivi ormai noti alla città e dovrà restarci sino al risanamento, come deciso dagli indirizzi del Consiglio. Ma cosa ben diversa sono censure che possono muoversi in termini programmatici al liquidatore. Invito il sindaco, come ci siamo già detti informalmente, a rivedere il provvedimento, stante la deliberazione di Consiglio n.32 del 7/7/2011 e quella di messa in liquidazione, n.36 del 22/09/2011. Quegli atti, sebbene impugnati, sono stati legittimati dai pronunciamenti di Tar e Cga. Purtroppo su questa situazione la politica, attraverso la Commissione speciale, è stata poco attenta e cosi il liquidatore ha ritenuto di potersi comportare come “Re Artù”, ritenendo di avere poteri di nomina e scelte senza dar conto a chi l’ha indicato, cioè il Consiglio, e non si capisce perchè abbia abbondantemente disatteso l’atto di indirizzo del 20/03/2012, ribadito e integrato dalla Commissione speciale il 29/10/2012. E’ bene che il liquidatore rientri nelle sue preorogative. Qualora anche lui voglia avventurarsi in una campagna elettorale – scelta legittima – dia le dimissioni”.

“Sono determinato a portare avanti quanto ho già notificato al liquidatore – afferma il sindaco Passalacqua -. Il Consiglio comunale mi ha tolto nel 2011 su Asm le mie prerogative e le competenze di capo dell’Amministrazione, con una liquidazione i cui presupposti stessi di quell’azione politica sono stati poi disattesi dal commissario. Abbiamo assistito in questo anno e mezzo ad una gestione monocratica, senza alcun raccordo con il sindaco. La mia iniziativa non è una manovra elettorale: intendo, semmai, ripristinare i presupposti tecnici, normativi e gestionali di una liquidazione che non può essere pseudo-politica. Il Consiglio comunale ha votato la liquidazione ed io mi opposi ma ho poi ratificato quella decisione, prendendo atto di quanto votato in aula e rispettando come si fa in democrazia tale volontà. Lo ripeto ancora una volta che questo punto non è soltanto una mia valutazione critica: anche e soprattutto quello che ha sancito allora il Consiglio comunale, nei fatti poi è stato disatteso dal liquidatore”.

Nella lettera inviata a Tajana, Passalacqua contesta – cosi si legge nel documento – “una serie di attività, ovvero assunzione di personale, attività edilizia non autorizzata, etc, che, oltre a debordare dalle finalità per le quali è stato nominato, hanno fatto venir meno il rapporto fiduciario con lo scrivente”.

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