Arrivano gli abiti per ringiovanire la pelle: leggings, canottiere e altri vestiti farebbero bene al nostro corpo 

leggings

L’ultima novità in campo estetico per le migliaia di donne in perenne lotta contro i segni egli anni che avanzano arriva dagli Usa.

Una nuova linea di abiti con tessuti a base di ossido di rame che, assicurano i produttori, è in grado di combattere le rughe e le macchie dell’età sulla pelle. Così, dopo i leggings anti-cellulite e gli abiti che segnalano le patologie mentali si arricchisce la famiglia dei tessuti intelligenti.

Anche se i medici storcono il naso e mettono in guardia dalla mancanza di prove scientifiche circa i benefici di queste fibre. La nuova linea di abbigliamento comprende leggings, canottiere e vestiti che, indossati, farebbero ringiovanire la pelle.

La creatrice Susan Ledyard ha spiegato che il tessuto dei vestiti contiene ossido di rame, un elemento che stando a contatto con l’epidermide la renderebbe più luminosa e compatta, insomma più giovane. La notizia è apparsa sul sito della Società americana di chirurgia estetica plastica, i cui esperti si dicono però scettici sul fatto che questo tipo di tessuti possa in qualche modo contribuire a rendere la pelle migliore. Tra l’altro, secondo gli esperti Usa, non ci sarebbero studi che ad oggi dimostrino che il rame contenuto nei tessuti fa ringiovanire agendo sull’iper-pigmentazione della pelle.

Secondo l’azienda produttrice, invece, alcune ricerche hanno dimostrato che nel campo medico il rame ha un ruolo importante nella produzione di emoglobina, collagene, melanina ed elastina, tutti componenti chiave per il mantenimento di una pelle sana.

In realtà, commenta Giulio Basoccu, chirurgo estetico e responsabile della divisione Chirurgia plastica estetica e ricostruttiva dell’Istituto neurotraumatologico italiano «esistono molti studi in tutto il mondo sulla possibilità di utilizzare, per esempio in medicina, l’ossido di rame. Ci sono studi anche in campo cosmetico e della medicina dermatologica».

Gli effetti dei tessuti al rame sono balzati già all’onore delle cronache nell’agosto 2010, grazie alle calze speciali consegnate ai 33 minatori cileni rimasti intrappolati per 69 giorni a 700 metri di profondità e che sono riuscite a proteggerli dall’umidità e da infezioni fungine.

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