Il giornalista lancia un’altra sfida a Pietro Grasso: “è l’Alberto Sordi delle toghe. Vediamoci dalla Parodi”

Pietro Grasso e Marco Travaglio

“Lei è un furbo, un Alberto Sordi delle toghe”: sono state queste le parole che Marco Travaglio, dallo studio di ‘Servizio Pubblico’, ha scelto per rispondere a Pietro Grasso, neo presidente del Senato ed ex procuratore nazionale dell’Antimafia, nell’ennesimo capitolo della polemica che li vede contrapposti ormai da una settimana.

Nella puntata andata in onda giovedì 28 marzo in prima serata su La7, il vice direttore del Fatto Quotidiano ha dedicato ampio spazio alla querelle con Grasso, scaturita dal suo editoriale del giovedì precedente e proseguita negli studi di ‘Piazza Pulita’ con la risposta di Grasso: “Lei è anche un bugiardo – ha attaccato il giornalista – per quello che ha detto lunedì scorso (intervistato da Corrado Formigli, ndr), in quello che ormai passerà alla storia come il ‘Lunedì Grasso'”. Poi Travaglio è entrato nel merito della questione, ovvero le tre leggi “anticostituzionali” che avrebbero favorito Grasso su Caselli nella corsa alla direzione della Procura Antimafia: “Si è mai chiesto che cosa abbia fatto per meritare quelle tre leggi di Berlusconi? E cosa abbia fatto invece Caselli per meritarsele contro? Se lei non voleva vincere un concorso truccato, avrebbe dovuto ritirarsi, o attendere che la Consulta dichiarasse incostituzionale una di quelle tre leggi”. Poi, l’affondo finale: “Dire che lei non c’entra con quelle tre leggi fatte a suo favore è un po’ come Scajola che dice che non sa chi gli ha comprato casa. Come se le arrivassero tre pizze a domicilio, lei le mangia e dice ‘buone, chi le ha ordinate?’ Le ha ordinate Berlusconi”.

Prima dell’inizio della puntata, dedicata agli ultimi sviluppi della situazione politica italiana, con ospiti in studio Laura Puppato (Pd), Nunzia De Girolamo (Pdl), Massimo Cacciari e Vittorio Sgarbi (protagonisti di un acceso diverbio), era stato Michele Santoro a svelare qualche retroscena sulla sfida Travaglio-Grasso: “Dopo la trasmissione tv dell’altra settimana – ha detto il conduttore nell’introduzione – mi sono precipitato a telefonare al direttore di rete e gli ho detto che noi eravamo pronti a costruire uno speciale apposito sul confronto, ed ero disposto anche a fare come conduttore un passo indietro. Poi è successa una cosa strana: alle 7.30 della mattina dopo, il presidente del Senato fa sapere via Twitter di essere pronto ad accettare l’invito di un’altra trasmissione. Quindi stacca il telefono, e nessuno dello staff del presidente risponde più. Perché saremmo dovuti andare in un’altra trasmissione?”.

Su quest’ultimo aspetto, quello di un confronto in campo neutro, è stato Travaglio a provocare Grasso: “Noi la invitiamo ancora per un confronto. Ma se lei avesse di nuovo tutti i giovedì pieni, si potrebbe scegliere una qualsiasi altra trasmissione. Dica lei il canale, dove e quando. Per noi andrebbe bene anche dalla Parodi. Scelga lei. Anzi, sa che le dico? Vediamoci dalla Parodi!”. Non resta che vedere se l’invito sarà raccolto.

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