Mullah Omar, leader fuggiasco dei talebani, pensa di candidarsi nel 2014 alle elezioni presidenziali afgane

Mullah Omar

Il Mullah Omar, guida spirituale dei talebani afgani, potrebbe candidarsi alle elezioni presidenziali in programma in Afghanistan nel 2014 e “dare agli afgani la possibilità di votare o meno per lui”: è quanto rivelato dal presidente afgano Hamid Karzai, in un’intervista al quotidiano tedesco Sueddeutsche Zeitung in edicola oggi, mentre le probabilità di stringere un accordo di pace con i ribelli talebani si sono fatte sempre più scarse.

La presidenza afgana ha contatti sempre più sporadici con i talebani e non ci sono trattative in corso.

Lo scorso fine settimana, Karzai è stato in Qatar, dove gli estremisti islamici hanno aperto un ufficio di collegamento. Secondo fonti della delegazione presidenziale afgana, tuttavia, non ci sono stati colloqui tra le due parti.

Sotto il mullah ʿOmar le autorità talebane applicarono la shari’a, la legge islamica. Alle donne non fu concesso lavorare, eccetto che nella cura della salute, o frequentare scuole. Un’interpretazione radicale del codice del vestiario islamico fu applicata: le donne potevano uscire di casa solo se coperte da un burqa. Gli uomini erano obbligati a lasciarsi crescere la barba e ad evitare vestiti o acconciature in stile occidentale. I cinema furono chiusi e la musica vietata. Il furto veniva punito con l’amputazione di una mano, lo stupro e l’omicidio con la pubblica esecuzione. Gli adulteri venivano lapidati. A Kabul le pene venivano eseguite di fronte alla folla in quello che era stato lo stadio di calcio della città.

Da quando nel 2001 è iniziata la guerra all’Afghanistan, ʿOmar mantiene dalla clandestinità il ruolo di capo della resistenza. Gli Stati Uniti hanno offerto 10 milioni di dollari di ricompensa per informazioni che aiutino a catturarlo e di 25 milioni per la sua cattura.

Il 6 luglio 2010 la televisione afghana Tolo tv, basandosi sul blog di un ex funzionario della sicurezza statunitense, ha erroneamente annunciato la cattura del Mullah in Pakistan, notizia poi smentita dai portavoce dei Talebani, i quali hanno ribadito come egli si trovi in Afghanistan e continui a guidare la resistenza.

Il 23 maggio 2011 la televisione afghana Tolo tv, basandosi su fonti anonime, ha erroneamente annunciato l’uccisione del Mullah in Pakistan due giorni prima, notizia successivamente smentita dai portavoce dei Talebani, i quali hanno ribadito come egli si trovi in Afghanistan e continui a guidare la resistenza. Ora pensa di candidarsi alla presidenza del Paese.

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