Gli investigatori scandagliano adesso la vita dei due ragazzi finiti nel mirino del “killer incappucciato”

Alessandro Polizzi e la fidanzata Julia

A quattro giorni dal delitto, l’inchiesta per la morte di Alessandro Polizzi, 24 anni, ammazzato con un colpo di pistola sotto gli occhi di Julia Tosti, la fidanzata di neanche venti, gira l’angolo del dubbio su Valerio Menenti e sul padre Riccardo e plana su una cerchia di sospetti pronta ad allargarsi. L’ex fidanzato e il padre restano gli unici indagati, ma ora gli accertamenti prendono più direzioni.

Gli investigatori della squadra mobile di Perugia diretti da Marco Chiacchiera scandagliano la vita dei due ragazzi finiti nel mirino del killer incappucciato, ripercorrono soprattutto quella di Alessandro, la passione per la kick-boxing e per la notte, uno che se c’era da menare le mani non si tirava indietro. Come ha fatto con Valerio Menenti, l’ex di Julia, tanto da mandarlo in ospedale con lo zigomo da operare. I poliziotti hanno ascoltato decine di persone, hanno messo insieme diversi scenari. E rimesso insieme mille volte la serata di Alessandro e Julia prima che rientrassero a casa.

Nessuno li ha seguiti ha raccontato la ragazza, nessuno li ha attesi sotto casa. C’è solo quella furia arrivata all’improvviso sfondando la porta verso le tre e un quarto con un mano una pistola e una spranga. Nessuna traccia di effrazione al portoncino del palazzo. E poche tracce sulla scena del delitto. C’era la pistola, la Beretta semiautomatica modello 34. L’arma non avrebbe la matricola abrasa, ma per tracciare la storia di quel pezzo quasi da museo, serve tempo.

Attenzione: sono sempre i Menenti a restare indagati per omicidio e tentato omicidio, ma non è questa l’unica strada. Giovedì nei laboratori della polizia scientifica in via Tuscolana a Roma, si terranno gli accertamenti irrepetibili balistici e biologici su pistola, dna, e impronte che sono stati disposti dal pm Antonella Duchini. Ci sarà anche una risposta allo stub (prova delle polvere da sparo) per vedere se i due indagati abbiano o meno usato la pistola. Loro insistono con i «no» attraverso il loro legale, Luca Patalini: «I mie assistititi ribadiscono la loro estraneità ai fatti. Ben vengano gli accertamenti, siamo processualmente tranquilli». A quegli accertamenti ci saranno anche i periti scelti dall’avvocato Luca Maori, per conto di Julia Tosti, la fidanzata di Alessandro ed ex di Valerio.

Ieri mattina intanto a Ponte San Giovanni, la frazione di Perugia dove viveva Alessandro e dove Valerio ha un laboratorio di tatuaggi, si sono svolti i funerali di Alex, il guerriero. La chiesa era piena, tantissimi giovani. Sulla bara rose bianche. C’erano Giovanni e Daniela, i genitori di Alessandro e il fratello Francesco. E c’era lei, Julia. La testa fasciata per le sprangate del killer e il braccio destro ferito dal colpo di pistola.

Julia ha balbettato in lacrime: «Sai, cucciolotto, in questi ultimi tre mesi mi hai restituito il sorriso e con te ho passato il periodo più bello della mia vita. Mi hai protetta e di questo non ti ringrazierò mai abbastanza. Sei stato speciale. Ora voglio giustizia. Sarò io adesso la tua guerriera. Ti amo». Julia ruba lacrime, don Luca Delunghi, il giovane parroco, gela tutti: «Alessandro vi faccia da profeta. Vi insegni a non continuare a vivere nella cattiveria, a essere schiavi della violenza e dello sballo. Vi conosco. E proprio a voi dico basta con l’andare in giro per discoteche e sagre a trovare un pretesto per fare a cazzotti. Alessandro vi insegni questo».

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