La molecola scoperta agisce sul metabolismo della cellule cancerose senza però intaccare i tessuti sani

la ricerca in laboratorio

Sfruttare la “fame” di grassi delle cellule tumorali per bloccarne il metabolismo. Uno studio italiano ha dimostrato che è possibile senza danneggiare i tessuti sani circostanti.

La ricerca – come riporta Tgcom24 – è stata condotta dall’Università di Bologna e dall’Ibp-Cnr di Napoli e pubblicata su The Journal of the National Cancer Institute. La scoperta apre nuove e promettenti prospettive terapeutiche nella lotta contro i tumori.
Il punto debole del cancro – Dall’Università di Bologna fanno sapere: “L’intuizione alla base dello studio è che le cellule tumorali, a causa della loro velocità di crescita e dalle specifiche alterazioni metaboliche che le caratterizzano, siano strettamente dipendenti dal metabolismo degli acidi grassi per produrre, tra l’altro, le membrane delle cellule figlie”.

I ricercatori hanno dimostrato che utilizzando un farmaco sperimentale, denominato ST1326, si riesce a inibire il sistema della carnitina aciltransferasi. Un sistema necessario per il trasporto degli acidi grassi all’interno del mitocondrio – la centrale energetica della cellula – dove avviene il loro metabolismo.

Effetto tossico selettivo – I professori Montanaro e Peluso che hanno condotto la ricerca spiegano: “In questo modo vengono compromessi la produzione e il mantenimento delle riserve cellulari di una molecola, l’acetato, indispensabile per generare nuovi lipidi, costituenti essenziali delle membrane cellulari. Il farmaco ha dimostrato di avere un effetto tossico selettivo, colpendo preferenzialmente le cellule tumorali. Rispetto alle cellule sane, quelle neoplastiche risultano essere infatti molto più sensibili al farmaco, accumulano nel citoplasma i lipidi che non vengono metabolizzati e non sono in grado di generarne di nuovi e quindi di proliferare”.

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