Il Capo dello Stato avverte i partiti: o stavolta si arriva alle larghe intese o lui potrebbe dimettersi subito. Non è possibile tornare alle urne durante il semestre bianco

Giorgio Napolitano

Terminate le consultazioni, e dopo l’ennesimo rimpallo di rispettiva disponibilità e indisponibilità tra Pdl e Pd sulle larghe intese, la palla ora passa al presidente Giorgio Napolitano.

Ed è una palla che scotta, perché nonostante le parole di Enrico Letta e Angelino Alfano (“Totale fiducia nella decisione del Quirinale) le posizioni di Pd e Pdl restano lontanissime, e fare un governo insieme risulta, ad oggi, ipotesi complicata anche se quasi obbligata. A meno che…

Le posizioni sono chiare. Il Pd ha ribadito il suo no al governissimo proposto venerdì mattina da Silvio Berlusconi. Il Pdl, in serata, per bocca di Alfano, ha però scaricato le responsabilità sulle spalle dei democratici (“Raccolgono quel che han seminato”) ribadendo il no a “governi tecnici”. Resta, dunque, il “governo del presidente”. Con chi a Palazzo Chigi (Cancellieri, Gallo, Saccomanni…) non è ancora chiaro. La distanza da un governo tecnico è sottile, così come quello con un governissimo targato Pd-Pdl. Il rischio, insomma, è che di fronte alla proposta di Napolitano i partiti si arrocchino nuovamente, ficcando l’Italia in un vicolo cieco già imboccato nelle ultime settimane.

E allora? Resta l’ipotesi più drammatica, ma ancora verosimile: le dimissioni di Napolitano. A 15 giorni dalla scadenza del suo mandato, e in semestre bianco, il presidente non ha oggi il potere di sciogliere le camere e rispedire tutti al voto. La soluzione, dunque, sarebbe quella di abbandonare obbligando il Parlamento a prendersi subito al responsabilità di nominare un nuovo presidente, che come primo gravoso incarico avrebbe quello di sciogliere le cariche.

Un gesto clamoroso, quello di Napolitano, che avrebbe il fine di scuotere la politica avvitata in una rischiosissima partita a scacchi fatta di veti incrociati e insofferenze mentre l’Italia affonda.

All’orizzonte, insomma, uno scenario clamoroso che, rivelano fonti quirinalizie, Napolitano avrebbe prospettato proprio davanti alla delegazione democratica, intenzionata a tenere duro nella strategia di portare Bersani al Senato per la fiducia. Se lo fate e perdete – questo il senso del messaggio del Colle a Letta – io mi dimetto.

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