Il governatore Crocetta formalizza il suo “no” agli insediamenti americani. corteo contro il sistema radar

il corteo “No Muos”

No al Muos di Niscemi, il sistema di comunicazioni satellitari (Mobile User Objective System) della marina militare Usa che doveva nascere nel comune siciliano in provincia di Caltanissetta.

«L’assessorato regionale al Territorio e ambiente ha revocato definitivamente nelle scorse ore l’autorizzazione per la realizzazione de Muos di Niscemi», ha detto il presidente della Regione, Rosario Crocetta. Sabato è prevista la manifestazione nazionale dei movimenti “No Muos” davanti alla base americana di contrada Ulmo, nella riserva naturale della Sughereta, dove dovevano sorgere le antenne del sistema satellitare della Marina Militare Usa. Nella zona c’è già un presidio di attivisti.

«Per la prima volta in Sicilia il governo ha ascoltato i cittadini. Una vicinanza e una disponibilità all’ascolto che è la caratteristica fondamentale dell’esecutivo guidato da Rosario Crocetta», ha sottolineato l’assessore al Territorio e Ambiente della Regione siciliana, Mariella Lo Bello. L’esponente della Giunta Crocetta sottolinea la coralità delle scelte prese dal governo siciliano. «In questi anni – ha proseguito – gli assessorati sono stati dei veri e propri regni, in cui gli assessori lavoravano in solitudine ed autonomia. Ora invece c’è un vero lavoro di squadra. Non c’è stato -ha concluso l’assessore – un solo atto preso in solitudine da Crocetta o da un singolo assessore, su tutto si è sempre registrata la massima convergenza».

«Dopo una dura battaglia la revoca per i lavori del Muos di Niscemi è finalmente arrivata. Siamo stati noi a chiedere la revoca», ha volevo precisare il presidente della commissione Ambiente dell’Ars, il grillino Giampiero Trizzino. «È un momento di grande collaborazione con il governo Crocetta – ha detto ancora l’esponente del Movimento 5 stelle -. L’assessore all’Ambiente Mariella Lo Bello ha accolto le nostre richieste ma da oggi nessun lavoro all’interno della base per il Muos potrà essere effettuato perché è illegittmo».

Gelato, dunque, il governo americano dopo la decisione di Crocetta.

E’ in corso adesso, proprio oggi, a Niscemi il corteo del popolo ‘No Muos’ per dire no alla realizzazione del sistema radar della Marina militare americana. Migliaia di persone, circa 10 mila, tra cui moltissimi bambini con le proprie famiglie, stanno partecipando alla manifestazione organizzata dai comitati cittadini, a partire dalle ‘Mamme no Muos’.

Ad aprire il corteo uno striscione con la scritta ‘Ripudiamo il Muos e le 46 antenne’, firmato dalle mamme. A tenerlo sono tanti bambini che indossano bandiere con la scritta ‘No Muos’.

“Mi auguro che oggi sia una giornata di festa e che questa giornata serva per celebrare la revoca sulle autorizzazioni per la realizzazione del Muos”. Lo dice il presidente della Regione Rosario Crocetta, intervenendo dalla sua Gela sulla costruzione del radar statunitense di cui ieri la Regione ha definitivamente revocato le autorizzazioni.

“La tensione – ha affermato il governatore siciliano – va tenuta alta ma con mezzi pacifici. Il problema è risolto. Stiamo difendendo i siciliani e mi auguro che oggi non ci siano manifestazioni di violenza”. Una posizione espressa proprio a BlogSicilia dall’assessore regionale al Territorio e Ambiente, Mariella Lo Bello che sostiene che con la revoca definitiva delle autorizzazioni si impedisce di fatto l’installazione dei radar.

Sulla stessa scia le mamme del Comitato No Muos, che hanno lanciato un appello agli attivisti, affinche’ “non creino disordini”. A Niscemi per la manifestazione del pomeriggio sono attese 10mila persone, provenienti da ogni parte d’Italia.
Centinaia i poliziotti e i carabinieri pronti a intervenire. Gli agenti del commissariato di Niscemi, la Digos e la Squadra Mobile continuano a monitorare la zona di contrada Apa, dove e’ previsto il concentramento. Tre giovani presunti anarco-insurrezionalisti, trovati ieri con chiodi e altro materiale pericoloso con precedenti per resistenza, oltraggio e vilipendio alle istituzioni, sono stati fermati nel corso di controlli e di decine di identificazioni: si tratta di due palermitani, di 30 e 22 anni, e di un tunisino di 25 anni.

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