Alla Camera stop appartamenti di servizio e auto. La decisione dell’ufficio di presidenza. Martedì invece si valuteranno contributi riservati a gruppi parlamentari

tagli alla Camera

Nuovi tagli ai privilegi della Casta. Via gli otto appartamenti di servizio riservati al presidente della Camera, ai quattro vicepresidenti e ai tre questori e una disciplina più restrittiva sulle autovetture.

Sono le due decisioni prese all’unanimità dall’ufficio di presidenza di Montecitorio che si è riunito questa mattina per circa due ore e mezza.

Non è stato ancora stabilito tuttavia l’uso cui verranno destinati gli appartamenti. Quanto alle macchine della Camera, in tutto dieci, ne sarà limitato l’uso ai tragitti nel Comune di Roma e per gli aeroporti di Ciampino e Fiumicino (salvo casi eccezionali e motivati) e solo per ragioni di servizio: delle autovetture possono usufruire una settantina di deputati in tutto, quelli titolari di cariche interne, vale a dire il presidente e i componenti dell’ufficio di presidenza, i presidenti di Commissioni, Giunte e Comitati.

Rinviata a martedì prossimo, invece, la decisione sul personale di segreteria dei titolari di cariche interne, sul trattamento economico degli stessi e sul fondo per le spese di rappresentanza. Sul tavolo, ma con tempi più lunghi, anche un ulteriore taglio al trattamento economico dei deputati. Slitta pure la decisione sull’erogazione dei contributi ai gruppi parlamentari: appesa alla decisione sulla costituzione di un ulteriore gruppo – Fratelli d’Italia – e alla richiesta del Movimento 5 Stelle di sospendere l’applicazione della delibera dell’ufficio di presidenza di dicembre scorso che prevede che i gruppi attingano da due elenchi di collaboratori tra cui figurano anche ex parlmentari.

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