Preoccupazione Usa per la possibile estradizione di Amanda Knox e adesso lei teme di tornare in carcere

Amanda Knox

La sentenza della Corte di Cassazione che ha annullato l’assoluzione in Appello per Raffaele Sollecito e Amanda Knox, accusati dell’omicidio della studentessa Meredith Kercher, ha acceso un dibattito negli Stati Uniti circa la possibile estradizione in Italia della giovane americana. Una possibilità non esclusa dalla decisione della Cassazione di aprire un nuovo processo d’Appello a Firenze.

“Questo non significa che gli Stati Uniti debbano necessariamente estradarla – spiega David Laufman, ex procuratore federale – certo, è molto probabile che ci sarà un lungo tira e molla tra funzionari del Ministero della Giustizia italiano e gli avvocati del Dipartimento di Stato e di quello della Giustizia americani, fino a una formale richiesta di estradizione”.

Per il sistema americano, in forza di un principio chiamato “Double jeopardy”, Amanda non potrebbe essere giudicata due volte per lo stesso reato. Un principio simile esiste anche nel diritto italiano, ma il caso è diverso perché non si tratta di un procedimento “ex novo” bensì di una revisione del processo d’Appello dopo l’annullamento della sentenza di secondo grado da parte della Cassazione. Anche se, sono convinti i legali della giovane, non ci sono ragioni per escludere una nuova sentenza di assoluzione.

“Non c’è motivo di credere che il nuovo esame comporterà una sentenza diversa – spiega l’avocato Ted Simon – bisogna ricordarsi che non c’era alcuna prova fisica contro di lei, e tutto ciò che è stato esaminato è stato considerato inattendibile, inesatto e inconsistente”. Amanda Knox, dopo l’assoluzione in Appello è tornata a vivere negli Stati Uniti con i genitori e ha scritto un libro di memorie “Waiting to be heard”, in libreria dal 30 aprile 2013.

Lei, descritta dall’accusa come la mente la spietata esecutrice del delitto, in un contesto nel quale Raffaele sarebbe stato solo l’appendice, ora ha paura di dover tornare in carcere.

E c’è chi è convinto della colpevolezza: su Amanda Knox gli americani si sbagliano Le credono solo perché è bella, anche se lei è colpevole. Questo pensa Alan Dershowitz, 74 anni, uno tra i più famosi giuristi e legali statunitensi, che insegna all’Università di Harvard ed è stato reso celebre in tutto il mondo dal film Il Mistero Von Bulow, pellicola che porta in scena la sua autobiografia personale. Dershowitz, intervistato dal Corriere della Sera, ha poi precisato che, in America, «sul caso Knox esiste una spaccatura tra ambienti giudiziari colpevolisti e opinione pubblica universalmente innocentista». E ha aggiunto: «Tutti gli avvocati e giudici che conosco hanno un’opinione ben diversa sul caso rispetto all’americano della strada che guarda solo il suo volto angelico e crede ai reportage della tv Usa, superficiale e di parte».

Dopotutto è stata lei stessa a spiegare che se non fosse così bella nessuno si occuperebbe di lei. Poi, aggiunge Dershowitz, «ha avuto la genialità di assoldare una delle agenzie di pubbliche relazioni migliori d’America che ha venduto il suo look come prova d’innocenza, ritraendola come vittima del sistema giudiziario italiano corrotto e arcaico».

Dershowitz è fermamente convinto della colpevolezza della Knox, e lo è altrettanto del fatto che la Cassazione, annullando le assoluzioni, abbia fatto un lavoro «esemplare». «La mia convinzione – ha detto – è frutto di un attento esame del caso. Le prove circostanziali a suo carico sono sufficienti per provarne la colpevolezza». Gli unici problemi del processo originale, invece, sono stati «la sciatteria degli investigatori e la vendicatività del pm».

La prova «al di là di ogni ragionevole dubbio», prosegue Dershowitz, «viene dalla sua stessa confessione iniziale falsa con cui ha cercato di incriminare un innocente». E ricorda: «Tutte le prove forensi vanno esaminate attraverso il prisma di quella menzogna». E sul motivo che avrebbe spinto la Knox a uccidere Meredith puntualizza: «Non siamo di fronte a un omicidio premeditato ma a un delitto impulsivo: un raptus causato da un’orgia a base di sesso, droga e alcol».

Se Amanda «crede davvero di essere innocente dovrebbe prendere l’areo per l’Italia e presentarsi al nuovo processo». Ma «non lo farà, rifiutando l’estradizione e consegnandosi di fatto ad un futuro da fuggiasca», poiché, così facendo, «finirà automaticamente nella lista most wanted dell’Interpol e potrà essere arrestata qualora abbandoni il suolo patrio». Mentre i Kercher «la quereleranno per avere i milioni incassati da Amanda per il suo imminente memoir», che non potrebbe pubblicare, perché in America c’è una legge che vieta ai condannati di trarre profitto economico dai loro crimini.

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