La cura dell’ipotiroidismo è piuttosto semplice, basta un solo farmaco: eppure molti sottovalutano il problema

l’importanza di curare la tiroide

Tre italiani su cento prendono ormoni perché la tiroide non funziona. Ma il 37% di chi soffre di ipotiroidismo confessa di sentirsi «diverso» da quando ha questo problema e il 31% è preoccupato per la «dipendenza a vita» da un farmaco.

Sarà per questo che due pazienti su tre ammettono di non rispettare le indicazioni di cura del proprio medico. Una cattiva abitudine che trova riscontro nelle dichiarazioni degli stessi medici, secondo i quali un malato su due (il 48%) ha scarsa adesione alla terapia con levotiroxina.

E’ quanto rivela una indagine Doxa, rivolta a medici e pazienti, proprio per capire se si riesce a seguire la prescrizione terapeutica e qual è la modalità di assunzione dei farmaci. Affinché la terapia faccia effetto si raccomanda di prendere il farmaco la mattina, a digiuno, e di attendere almeno 30 minuti prima di fare colazione. L’indagine Doxa rivela invece che il 66% dei pazienti mangia prima della mezz’ora raccomandata.

La cura dell’ipotiroidismo è piuttosto semplice, basta un solo farmaco, ma trova proprio nelle indicazioni d’uso il suo tallone d’Achille: va concentrata nelle prime ore della mattina. «Un sostanziale avanzamento alla soluzione di questi problemi – spiega Salvatore Corsello, docente di Endocrinologia, Università Cattolica di Roma – è rappresentato dalla formulazione orale liquida della tiroxina.

Il principio attivo è già in soluzione e l’ assorbimento del farmaco non prevede la fase di dissoluzione, avvenendo in maniera sensibilmente più rapida. Questo consente una netta riduzione dei tempi di attesa tra l’assunzione del farmaco e la prima colazione». La media dell’età di inizio del trattamento è di poco superiore ai 40 anni. Per questo, la cura è destinata ad influenzare il benessere della maggior parte dei pazienti ipotiroidei per un periodo di oltre 30 anni.

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