Ennesimo colpo di mano del ministro, che continua a mettere in ginocchio l’istruzione pubblica. Ma i sindacati non ci stanno: il futuro dei lavoratori non può essere determinato da mosse che sembrano “spot pubblicitari”

la protesta per i continui tagli alla scuola

Grillo litiga con Bersani e rimanda la formazione del nuovo governo ed intanto una oscura “longa manus” continua ad emanare provvedimenti che completano la distruzione del nostro sistema scolastico. Insomma il paese muore e loro litigano ed il ministro dell’istruzione uscente coglie la palla al balzo per avviare una nuova sperimentazione.

Profumo infatti nelle ultime ore ha il via libera ai nuovi TFA. E ciò ha in un certo qual modo occultato la notizia del giorno, cioè quella dell’avvio della sperimentazione per terminare il percorso di studio da parte degli studenti a 18 anni e non a 19. Ciò porterebbe ad un avvio anticipato  della scuola primaria a 5 anni, ad una cancellazione della IV o V primaria  e della I o II media inferiore.

La reazione dei sindacati non si è fatta attendere. Tutti hanno detto un “no” secco a questa proposta. Per l’ANIEF il ministro uscente mira solo a cancellare altri 50 mila posti di lavoro. Il sindacato di Pacifico infatti  ritiene che si tratta : “dell’ennesima riforma, mascherata da proposta migliorativa, che ha un solo obiettivo: cancellare almeno altri 50 mila posti di lavoro, dopo i 200 mila già spariti, per le solite esigenze di cassa, negli ultimi sei anni”.

Per l’ANIEF la sperimentazione proposta dal ministro non farà altro che allontanarci dai paesi più avanzati dell’area OCSE.   Durissimo il commento di Pacifico che asserisce che le “emergenze sono altre, come l’abbandono universitario del 25% e quello della scuola dell’obbligo ancora maggiore. Ma anche introdurre un serio apprendistato, come avviene in Germania dove oltre un milione e mezzo di alunni sono stati introdotti al lavoro attraverso questo prezioso percorso formativo.

Il ministro Profumo la smetta con questi blitz, utili solo a ridurre spese e a farsi pubblicità sulla pelle di milioni di giovani cui si vuole negare un anno di tempo scuola e un diritto all’istruzione completa costituzionalmente garantito”.

Ma la tentazione innovatrice del ministro non si ferma. Nella scuola italiana dove mancano i computer, dove gli istituti sono fatiscenti, con un colpo di mano viene introdotto come obbligatorio dal 2014 il libro digitale. Pur essendo favorevoli all’innovazione, questa non deve avvenire solo sulla carta. Deve essere graduale e soprattutto deve essere programmata nel tempo e deve andare incontro alle esigenze reale anche degli studenti, cioè con serietà e attenzione bisogna valutare se ha un vero impatto didattico o è  sola vanità del ministro di turno che vuole sorprenderci con effetti speciali.

Ma se tutto questo può avvenire è perché  i grillini, da cui ci si aspettava un tentativo di innovare il paese e soprattutto un serio ricambio generazionale, hanno rifiutato di fare la loro parte. Hanno deciso di gridare ancora nelle piazze e non di assumersi le loro responsabilità e di concorrere a formare un governo e di inchiodare il PD di Bersani alle sue responsabilità.

In questo momento il paese ha bisogno di un governo serio e responsabile, che rimedi ai danni fatti in questi ultimi venti anni e che soprattutto migliori la nostra scuola superiore. Senza scuola non c’è futuro e ciò che sta accadendo oggi è la prova tangibile di quanto diciamo. L’obiettivo è di ridurre il più possibile il curriculum formativo dei nostri studenti.  I giovani devono sapere sempre di meno. Bisogna adeguare a tutti i costi la nostra scuola agli standard europei, ma sempre per gli aspetti  negativi e mai per le buone pratiche.

Ma come si può uscire da questo stato di cose? Se la politica non fa la sua parte, la facciano almeno i cittadini. Scendano in piazza e facciano sentire la loro voce. Pretendano che chi hanno votato si assuma le proprie responsabilità ed impedisca che ministri come Profumo continuino sulla pelle dei cittadini a fare danni.

 

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