Un tempo erano le mature a rivolgersi al chirurgo per il “ritocchino”: oggi anche le donne più giovani vogliono punture di botox, filler e biorivitalizzanti

donne di ogni età dal chirurgo

L’enigma e il tormento della bellezza. Specchi sempre più impietosi e modelli sempre più irraggiungibili anche grazie al photoshop. Così, le pazienti dei chirurghi estetici sono sempre più giovani.

A segnalare il fenomeno è Giulio Basoccu, chirurgo estetico dell’Istituto neurotraumatologico italiano.

«Un’inversione di tendenza alla quale assistiamo da qualche anno. Noi chirurghi – spiega – usiamo sempre meno il bisturi e sempre più la siringa».

Quello che sta accadendo in Italia da due-tre anni è un avvicinamento alla chirurgia estetica completamente diverso rispetto ad un recente passato.

In particolare per la cura del viso. «Accade ora da noi quello che è accaduto tempo fa negli Stati Uniti. A Dallas migliaia di donne tra i 30 e i 40 anni fanno la pausa pranzo negli studi dei chirurghi. Anche le più giovani vogliono punture di botox, filler e biorivitalizzanti».

Il suggerimento è quello di lavorare sulla naturalezza per non rischiare di oscurare quello che madre natura regala. Intorno ai quaranta, dice il chirurgo, «cominciamo ad occuparci dei volumi del viso che iniziano a perdere consistenza».

«Purtroppo, per seguire i must – aggiunge – ci vengono richiesti trattamenti che dobbiamo fermare. Quelli troppo lontani dalla naturalezza. Come labbra molto gonfie e sopracciglia particolarmente arcuate. Meglio pensare a utilizzare sostanze in grado di stimolare la formazione, per esempio, di nuovo collagene».

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