Lo Stato e i poteri forti che “regnano” in Italia vogliono continuare a sperperare tante risorse a spese di noi cittadini: lobby parassitarie non hanno intenzione di farsi da parte ma la vera svolta sarà “cacciarle”

la casta non molla il denaro

Lo spreco in Italia è ormai “pagato” con i soldi dei cittadini e favorisce parassitariamente le lobby; ai cittadini arrivano scarsi benefici.

La filiera si è ben radicata, anche grazie alla maggioranza di noi.

Per questo occorrerebbe non sprecare selezionando gli interventi pubblici necessari in vario modo ai cittadini.

Tutelare e valorizzare le risorse naturali di importanza strategica, ambientali, culturali, produttive autoctone. Incentivare e valorizzare la ricerca scientifica e applicata ed i “prodotti delle menti veramente eccellenti”.

Tutelare l’ambiente e la salute, le attività produttive; mitigare gli impatti degli eventi geologici sull’ambiente antropizzato e restaurare gli ambienti compromessi.

Prima di tutto: occorre il controllo pubblico del territorio e l’eliminazione della filiera perversa dell’economia basata sulle attività criminali e sui colletti bianchi che risiedono in posti pubblici elettivi e non, in “circoli riservati” nazionali e non!

Gli amministratori, ai vari livelli, devono essere al servizio di tutti i cittadini in maniera trasparente.

E’ finita l’epoca degli amministratori che, una volta eletti dai cittadini, si trasformavano in servitori delle lobby parassitarie. Non sarà facile: le lobby si difendono e si difenderanno spietatamente.

I cittadini sono i soli e validi difensori dei cittadini e del loro territorio.

L’impegno democratico della maggioranza dei cittadini che pretendono una sana amministrazione pubblica condiziona i cittadini che rappresentano le pubbliche istituzioni.

Basta con le “operazioni deviate di Stato” che sfruttano il denaro pubblico e favoriscono solo e sempre le lobby.

E’ difficile ma è l’unica via d’uscita democratica. dal feudalesimo parassitario lobbystico in cui ci siamo fatti rinchiudere democraticamente.

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