A Roma pistola in faccia contro nonno Libero: “dacci il Rolex”. L’attore sconvolto: “parlavano in napoletano”

Lino Banfi

La banda dei Rolex colpisce ancora. E questa volta a finire nel mirino di due rapinatori armati di pistola è stato Lino Banfi.

Anche al celebre attore, come è successo nei mesi scorsi ad altre decine di vittime in città, è toccato alzare le mani, impaurito e impotente davanti ai criminali che sono piombati all’improvviso a bordo di uno scooter.

Un colpo durato pochi attimi, il tempo per i banditi di farsi consegnare l’orologio d’oro che Banfi portava al polso. Poi si sono dileguati veloci nel traffico cittadino. Inutile il pattugliamento della zona da parte della polizia, i malviventi sono riusciti a fuggire. La rapina è avvenuta giovedì sera, intorno alle 7, a piazza Bologna.

Lino Banfi stava rincasando, era a pochi metri dal portone quando i rapinatori sono entrati in azione, rapidi e con il sangue freddo. L’hanno bloccato minacciandolo di morte obbligandolo a sfilarsi l’orologio e a consegnarlo nelle loro mani. L’attore, spaventatissimo, ha chiamato subito il 113. Alcuni equipaggi delle volanti e del commissariato Sant’Ippolito sono accorsi a piazza Bologna dove li attendeva l’attore. Ormai tutto era tutto finito e i banditi erano finiti chissà dove.

La descrizione della dinamica fatta dall’attore è la solita, identica alle tante rapine di orologi che avvengono spesso in città. Sebbene i due banditi avessero il volto coperto da caschi integrali, hanno parlato in napoletano. Ed è ormai accertato che a colpire in vari quartieri cittadini in pieno giorno sono gruppi di malavitosi campani in trasferta. Questo elemento è stato anche appurato dai recenti arresti della polizia: si tratta di pendolari del crimine, pregiudicati partenopei che prendono il treno per venire a Roma e poi salgono su scooter rubati parcheggiati in città e pronti per mettere a segno le rapine di orologi. Poi, la sera, con il bottino, il ritorno a Napoli.

Lino Banfi, subito dopo il colpo, si è recato negli uffici della squadra mobile. All’attore sono state fatte vedere alcune foto di pregiudicati particolarmente esperti in questi colpi ma la verifica è stata inutile perché Banfi non è stato in grado di riconoscere i suoi aggressori. Però li ha descritti sommariamente: corporatura media, giacconi di pelle in sella a uno scooter scuro.

Intanto le rapine degli orologi preziosi si succedono con cadenza allarmante, quasi quotidiana. Non c’è giorno che passi che qualche passante o automobilista rimanga vittima dei rapinatori che lo costringono a consegnarli l’orologio da polso. Le zone più colpite sono quella di Salario Parioli, del quartiere Prati, la Balduina, ma anche l’Eur, Porta Pia e Monteverde. Gli investigatori della polizia stanno arginando il fenomeno con qualche arresto ma anche studiando il fenomeno a fondo. Sono stati messi in campo dei poliziotti motociclisti in borghese che quindi possono contare sull’effetto sorpresa sui banditi. Qualche giorno fa a Passeggiata di Ripetta, nel cuore del centro storico, un commerciante sparò dei colpi di pistola in aria mettendo in fuga i banditi di orologi.

Ma il fenomeno è ormai così diffuso da far ritenere che di bande specializzate ne esitano a decine. Qualche giorno fa, per esempio, sono finiti in manette due rapinatori sospettati di aver messo a segno rapine ai Parioli, a Ponte Milvio, a Cortina D’Ampezzo, a Villa Glori, in Prati e anche nel centro storico. Proprio su un tratto di via Cortina D’Ampezzo, una pattuglia di agenti in borghese ha bloccato due persone in sella a uno scooter. Uno dei due aveva in tasca una scacciacani.

Sono entrambi di Napoli e uno dei fermati, secondo gli investigatori, ha numerosi precedenti specifici per rapina, anche di orologi. Per loro, 48 e 30 anni, è scattato l’arresto per detenzione illegale d’arma e sono indagati per rapina.

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