Obesità infantile in lieve calo, eppure il nostro Paese resta al vertice nella classifica europea dei peggiori

obesità infantile

Le cattive abitudini, soprattutto quelle trasmesse dai grandi in materia di alimentazione e di comportamenti sedentari, sono le prime responsabili della percentuale piuttosto alta di bimbi in sovrappeso nel nostro Paese.

Secondo i dati divulgati dal Sistema di sorveglianza «Okkio alla Salute», promosso dal Ministero della Salute e dal CCM (Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie) dal 2008 al 2012 è leggermente diminuito il numero dei bambini di 8-9 anni che sono alle prese con i chili in più, ma l’Italia resta ai primissimi posti della classifica europea relativa all’obesità infantile.

La ricerca, che ha coinvolto oltre 46.000 bambini delle terze classi della scuola primaria, ha messo in luce che la media degli alunni in sovrappeso è pari al 22,1% (-1,1% rispetto al 2008), mentre quella dei bambini con problemi di obesità è passata dal 12% del 2008 al 10,2% del 2012. Il problema è molto più diffuso nelle regioni del Centro e del Meridione che in quelle del Nord, con punte preoccupanti in Abruzzo, Molise, Campania, Puglia e Basilicata.

Ad aggravare la situazione contribuisce non poco il fatto che il 38% delle mamme dei bambini in sovrappeso non si rende conto della gravità del problema e delle sue conseguenze nell’età dello sviluppo.

Se, nel periodo preso in esame, sono stati compiuti alcuni lievi passi in avanti in materia di lotta alla sedentarietà, gli esperti sottolineano come il tema dell’educazione alimentare venga disatteso da troppe famiglie: il 9% del campione non mangia a colazione, il 67% è alla prese con una merenda mattutina troppo abbondante, il 21% evita di consumare frutta e verdura, il 43% beve regolarmente bibite gassate ricche di zuccheri.

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