L’eccessivo consumo di sale è causa di milioni di decessi nel mondo a causa di malattie cardiache e ictus. Il dato esprime il 15% delle morti per tutte le cause

l’abuso di sale può causare l’ictus

Una vita eccessivamente salata si paga molto salata. Giochi di parole a parte, il consumo eccessivo di sale è costato 2,3 milioni di morti nel solo 2010.

Questi i dati allarmanti presentati dal dottor da Dariush Mozaffarian, epidemiologo della Harvard School of Public Health di Boston, a un convegno dedicato a nutrizione e rischio cardiovascolare in corso a New Orleans (Usa).

I ricercatori hanno analizzato 247 studi relativi all’assunzione di sodio negli adulti, stratificati per età, sesso, regione e Paese, condotti tra il 1990 e il 2010, come parte del 2010 Global Burden of Diseases Study.
Dall’analisi si è cercato di stabilire come la quantità di sodio assunto influiva sul rischio di malattie cardiovascolari: questo è stato possibile a seguito di una meta-analisi di 107 studi prospettici randomizzati, in cui si è misurato come il sodio influenza la pressione arteriosa; e una meta-analisi di come queste differenze nella pressione sanguigna sono correlate al rischio di sviluppare malattie cardiovascolari. Il confronto è stato fatto con un’assunzione eccessiva rispetto al consumo di non più di 1.000 mg al giorno di sodio – quantità ritenuta ottimale negli adulti.

I dati raccolti hanno permesso di stabilire che quasi 1 milione di questi decessi (il 40 per cento del totale), erano prematuri. Le morti premature si verificano in genere tra le persone di 69 anni, ma anche più giovani. Il 60 per cento delle morti avveniva tra le persone di sesso maschile; il 40 per cento tra le donne.
Gli attacchi di cuore erano la causa del 42 per cento delle morti; l’ictus del 41 per cento. Le restanti, erano originate da altri tipi di malattie cardiovascolari.

«Misure di sanità pubblica nazionali e globali, come i programmi globali incentrati sulla riduzione di sodio, potrebbero potenzialmente salvare milioni di vite», ha concluso Mozaffarian.
Siamo tutti esposti a una dieta troppo salata: si pensi che soltanto il 20 per cento del sale che assumiamo deriva dai condimenti dei piatti che prepariamo; tutto il reso – ben l’80 per cento – arriva come corredo dei prodotti che compriamo al supermercato, o che consumiamo come spuntino. Occhio attento, dunque, alle etichette.

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