Reti di imprese allo SMAU: fenomeno in espansione

Uno dei motivi più rilevanti (se non il principale) del ricorso alla istituzione di reti impresa è il mantenimento dei livelli di competitività delle varie imprese aderenti

In Italia sono più di 3000 le imprese che – a partire dal 2009 – hanno aderito ad una rete organizzata su base contrattuale e la tendenza è in piena crescita (più precisamente, secondo Unioncamere, a fine 2012 sono stati attivati 647 contratti di rete, per un totale di 3360 soggetti coinvolti).

Da un punto di vista soggettivo, la maggior parte di queste reti è formata da almeno 3 e massimo 5 imprese, da un punto di vista geografico, la parte del leone la fa il nord-ovest (la sola Lombardia conta la registrazione di più di 100 contratti di rete), seguito dal nord-est, ma si registra un significativo aumento del ricorso a contratti di rete anche nel meridione.

La tendenza che si è registrata è quella di reti articolate soprattutto all’interno dei confini di una Regione, anche se non mancano esempi di reti tra imprese collocate in Regioni diverse.

Ciò che conta, però, è soprattutto il “perchè” del successo di questo modello imprenditoriale.

Secondo una analisi condotta da ASSORETI PMI ed esposta al workshop condotto in data odierna presso lo SMAU di Roma, uno dei motivi più rilevanti (se non il motivo principale) del ricorso alla istituzione di reti di impresa è il mantenimento dei livelli di competitività delle imprese aderenti alla rete. Altra ragione di particolare rilevanza è rappresentata dalla possibilità di consolidare la posizione delle imprese associate in rete nel mercato italiano. Ancora non rappresenta, invece, un obiettivo immediatamente strategico quello di internazionalizzare la propria attività.

Per il momento, dunque, la rete di imprese è intesa ancora come uno strumento finalizzato a consolidare una “filiera” ed a mantenere i livelli di fatturato raggiunti dalle aderenti e messi in pericolo dalla sfavorevole congiuntura economica che da troppo tempo attanaglia l’Italia.

Nondimeno, l’idea – antica, ma sempre attuale – secondo cui “l’unione fa la forza” potrebbe consentire un virtuoso innesto di fiducia nella classe imprenditoriale, favorendo la nascita di alleanze non finalizzate solo a mantenere i risultati raggiunti, ma anche a guardare oltre l’ostacolo per rendersi protagonisti anche oltre frontiera.

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