“Chiedo sostegno in un’impresa difficile che necessita di comunanza di idee e condivisione di progetti per la città”

Carlo Turchetti

Dal prof. Carlo Turchetti riceviamo e pubblichiamo:

“Subito dopo la mia elezione alle assise di Torino del giugno scorso, a Governatore del Kiwanis International Distretto Italia San Marino, da più parti mi sono pervenute richieste di tratteggiare la mia disponibilità di partecipare alla competizione a Sindaco del nostro Comune. Le persone che mi hanno avvicinato, scritto o telefonato sono delle più diverse estrazioni sociali, movimenti dentro e fuori la politica locale. Si tratta di cittadini cui non pecca il buon senso, che non riescono a farsi una ragione del come e del perché Taormina non sia più riuscita a ritrovare la dignità di polo di attrazione nel turismo internazionale che, per la sua storia riconosciuta, le compete nel Mondo. Di essi molti li conosco per consolidata amicizia, frequentazioni familiari o assiduità professionale. Loro hanno sperimentato la mia storia e mi onorano della loro stima e considerazione che non hanno subito incrinature nel tempo. Altri hanno preso contatto con me solo perché informati della mia persona, del mio curriculum, della mia famiglia, delle mie diversificate attività professorali e lavorative. Altri li conosco poco, si tratta in sostanza di persone semplici o impegnate nel civile che non vogliono ancora arrendersi e per orgoglio non intendono abbandonarsi alla deriva che, per la nostra Città, si profila su uno spento orizzonte non più così lontano.
Sono tutti taorminesi amareggiati che, tenacemente, non vogliono piegarsi all’abbandono ma piuttosto ancora, con saldezza, mostrano amore verso la nostra Città che vorrebbero continuasse a primeggiare piuttosto che vederla galleggiare stancamente in questa palude fatta di oblii. Cittadini inclini alla speranza che prepotentemente, con amore, orgoglio e passione, vogliono credere nella Città. Ad essi ed a tutti i miei concittadini, indipendentemente dai loro “credo”, mi rivolgo per ottenere il loro sostegno in questa impresa non priva di difficoltà che necessita di comunanza di idee, condivisione di progetti, di determinante passione e smisurato amore per questa meravigliosa Città. Sono un taorminese. Il quarto dei cinque fratelli Turchetti, tutti taorminesi. Mio padre, Galliano Turchetti. Maestro di scuola, fine pedagogo. Medaglia d’oro all’insegnamento. Pianista. Direttore d’Orchestra. Uno dei “ Padri del Turismo di Taormina”, che “ ha insegnato ad amare la musica a diverse generazioni di taorminesi”. A lui una classe di sensibili amici ha dedicato la “Fondazione amici della musica Galliano Turchetti”. Mia madre, Maria Turchetti, è stata maestra elementare punto di riferimento di molte delle mamme di oggi. I miei studi: Elementari e medie a Taormina. Superiori a Riposto. Laurea in Economia e Commercio con voti 110/110 all’Università di Messina. Laurea di Specializzazione in Economia Regionale con voti 110/110 e lode all’Università di Catania. Master di I° livello all’Istituto Superiore per Imprenditori e Dirigenti d’Azienda – ISIDA – A.P. Università di Palermo. Dottore Commercialista, Università di Messina. Revisore dei Conti. Mediatore Civile. Iscritto a tutti i relativi Albi Professionali. Consulente al Tribunale di Roma. Fallimentarista, Amministratore giudiziario. Professore di Diritto, Economia Politica, Scienza delle Finanze e Statistica metodologica. Abilitazione conseguita presso il Provveditorato agli Studi di Messina Professore di Geografia Generale ed Economica. Abilitazione all’Insegnamento conseguita presso il Provveditorato agli Studi di Roma.
La mia attività lavorativa: a Taormina, durante gli studi universitari ho lavorato presso l’Esattoria comunale di Siragò; presso l’Ospedale S. Vincenzo di Taormina; presso la Cassa di Risparmio V.E. Poi, quando ho dovuto constatare che la mia Città non germogliava, che non c’era spazio per la legittima ambizione di crescere, che il sistema Taormina era bloccato da nepotismi inaccettabili e già da allora da inappropriati ingorghi burocratici, a 26 anni, con vivo dolore, mi sono trasferito a Roma dove ho lavorato negli ambiti più diversi con personale lusinghiero successo. In tutti questi anni la mia presenza a Taormina è stata assidua e presente negli eventi importanti, vuoi per la mia famiglia come pure per le varie attività legate alla mia professione. Sono rientrato di nuovo nella mia Città dove ho già intrapreso una nuova attività imprenditoriale. Devo dirvi che ho dovuto constare che ben poco è cambiato in meglio. La situazione amministrativa me la descrivono precaria e la Città si trova oggettivamente su una china pericolosa al punto di default e di non ritorno. Tutte le splendide famiglie di amici che conosco nella mia Città già da anni corrono ai ripari e mandano i figli a studiare fuori in Continente o addirittura all’estero con la legittima ambizione di aiutare i non indifferenti talenti dei loro ragazzi e le loro legittime ambizioni a trovare la strada consona alle loro aspettative e a dare corpo ai loro sogni.
Ho conosciuto molti di questi ragazzi perché miei nipoti, o cugini o perché richiesto per consigli dai loro genitori amici. Vi posso assicurare, e sul mio onore sento di testimoniare, che questi splendidi nostri figli, sono ricchi di capacità ed entusiasmo, sono magnifici giovani, intelligenti, interiormente ricchi di talento, culturalmente preparati, pronti ad affrontarei sacrifici ed ai quali non fa neppure difetto la sana ambizione di riuscire. Una domanda: perché son si è mai pensato o fatto nulla per loro? Il Turismo di Taormina, lo dico con angoscia, si è consolidato come tragicamente stagionale. Equivale in termini di occupazione a quello di Letojanni, Giardini, Santa Teresa Riva ! Possibile che negli ultimi quarant’ anni nessun luminare responsabile sia riuscito a compiere un passo avanti per evitare il dissesto economico e sociale di questo splendore di città ? Quando venne mio padre a Taormina c’era solo il “turismo invernale” ma deve venire dallo spazio che riesce a coniugare due stagioni? Io penso cari amici che l’opinione pubblica di Taormina non riesca a cogliere abbastanza quest’opaca ombra di storia che stà avviluppando il Paese come in un sudario. L’assenza di reazioni emotive capaci di rigenerare un sistema sembra aver compromesso la speranza e ucciso la genialità. Io dico no! Cari miei concittadini. Dobbiamo lottare tutti insieme. Volare in alto. Individuare dentro di noi le idee. Fare tesoro delle nostre esperienze individuali. Costituire squadra tra noi. Trasformare le speranze in progetti e con l’orgoglio di appartenenza che ci spetta fare sistema e realizzare le opere necessarie per arrestare questo declino. Questo ai nostri figli lo dobbiamo. Non ho mai voluto fare politica attiva e non ho alle spalle alcun partito politico a supporto. Questa mia iniziativa non mira alle prebende connesse al ruolo. Lo faccio per noi insieme. Vi stimo”.

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