Cosa succederà se si tornerà a votare? Il Movimento 5 Stelle continuerà il suo boom: oggi però vincerebbe il Partito Democratico con la candidatura di Matteo Renzi

Matteo Renzi

Il giorno dopo la “mezza vittoria” alle elezioni (che viste le attese sembra proprio una sconfitta) dagli elettori del Pd si sentiva dire soprattutto una cosa: “Ci fosse stato Renzi”.

Ma così non è stato, le primarie le ha vinte Bersani riuscendo a strappare una risicatissima vittoria, che gli ha portato la maggioranza solo alla Camera.

Fatto sta che adesso è lui a dover cercare di mettere assieme una qualche forma di maggioranza, per convincere il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano a concedergli un tentativo di ottenere la fiducia. Il giro di consultazioni con il Quirinale è partito oggi e si concluderà domani – quando Napolitano incontrerà i rappresentanti di Movimento 5 Stelle, Pdl e Pd – ma si sa che per Pierluigi Bersani riuscire a convincere la maggioranza dei senatori a seguire il suo piano in otto punti sarà molto difficile.

E allora che succederà? Un governo di larghe intese? Se anche fosse, è evidente che in tempi brevi si tornerà a votare. E se una Grande Coalizione non dovesse nascere, si tornerà a votare in tarda primavera, verso giugno. Cambierà qualcosa? Chi si candiderà? E soprattutto, chi vincerà?

Un sondaggio Swg commissionato proprio dal Partito Democratico prova a dare una risposta. Ora, tutti abbiamo visto come i sondaggi non abbiano indovinato nulla nelle elezioni politiche di febbraio, ma i numeri che questo sondaggio presenta sono talmente forti che – se anche non fossero precisi precisi – danno comunque una chiara immagine dello scenario politico del momento.

Anzi, i due scenari, in cui cambia la composizione del centrosinistra (che ha commissionato il sondaggio): il primo vede il Pd alleato a Monti e Sel in una coalizione guidata ancora una volta da Bersani; il secondo vede una coalizione Pd assieme a Monti, ma guidata da Matteo Renzi. E le cose cambiano, cambiano molto.

Nel caso la coalizione fosse guidata da Bersani, infatti, il centrosinistra si fermerebbe al 29% (siccome c’è anche Monti, sarebbe meno di quello che ha guadagnato nelle ultime elezioni); il Popolo delle LIbertà sarebbe al 26% assieme alla Lega Nord e il Movimento 5 Stelle farebbe un botto incredibile, arrivando al 40%.

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