Che Federico Fellini sia stato un grande regista visionario è qualcosa di riconosciuto universalmente

IMAGO L'Immaginario di Federico Fellini di Leopoldo Antinozzi e Alessandro De Michele
IMAGO L’Immaginario di Federico Fellini di Leopoldo Antinozzi e Alessandro De Michele

Che abbia avuto rapporti diretti con la psicoanalisi è meno noto ma comunque vero e documentato. Il suo rapporto con il maestro junghiano Ernst Bernard è testimoniato non solo dalle cronache dell’epoca ma anche dalla sua attenzione quasi maniacale ai sogni, che lui annotava quotidianamente attraverso i disegni. Negli anni Sessanta  a Roma c’era solo Bernard che operava in questo ambito.

Inoltre la testimonianza che Mario Trevi, illustre allievo di Bernhard, ci ha dato nel nostro lavoro “Imago, l’immaginario di Federico Fellini”, quando ci racconta che incontrava spesso Fellini nella sala d’attesa di Bernard e quando soprattutto ci narra del suo rapporto di “amicizia terapeutica” con il regista, durato alcuni anni, conferma la conoscenza approfondita che Fellini aveva delle categorie psicoanalitiche junghiane.

Ma che Fellini avesse un’acuta sensibilità, quasi dolorosa e difficile da sostenere nella vita quotidiana, con le dimensioni archetipiche dell’inconscio collettivo. questo è un discorso che pochi hanno affrontato e che nel documentario Imago rappresenta invece la tesi centrale di tutto il lavoro.

Nel piccolo video che presento ora, raccogliemmo a suo tempo alcuni esempi di immagini archetipiche che punteggiano le storie dei film di Fellini. C’è l’archetipo femminile, ovviamente, nelle sue differenti incarnazioni, c’è quello del buco, una sorta di breccia verso l’al di là, c’è l’utero cosmico, rappresentato dal Teatro 5 di Cinecttà.

Proprio per sottolineare questa connessione con le dimensioni iconiche dell’immaginario archetipico, abbiamo inoltre inserito alcune immagini provenienti dalla ricerca iconografica di Roland Topor.

Topor è stato uno scrittore, sceneggiatore e illustratore francese morto nel 1997, famoso per essere stato uno dei più istrionici, imprevedibili, dissacranti esponenti del surrealismo. Ma nel suo lavoro ritroviamo lo stesso contatto profondo con la dimensione visionaria archetipica che vediamo in Fellini. Tanto è vero che o due si conoscono e riconoscono fra loro e molto produttiva fu la loro collaborazione quando Fellini lo volle per la realizzazione di alcuni disegni del Casanova del 1975, ma anche per altri progetti come il viaggio di Mastorna e La città delle donne.

Questo breve filmato di cui parlavo lo abbiamo realizzato come contenuto speciale del DVD della versione demo di Imago e qui l’ho assemblato unendolo alle immagini introduttive del DVD, dove si vede la scena in cui il personaggio di Mastorna, interpretato da Marcello Mastroianni, nelle prove del film omonimo mai realizzato, entra in campo, dopo la sua morte dovuta all’aereo che precipita, e si ritrova davanti al profilo ricostruito sul set della grande cattedrale di Colonia. Sfondo che poi noi abbiamo rielaborato aggiungendo gli scenari di altri grandi epiche felliniane, tratte dai suoi film.

Quando dico noi mi riferisco ovviamente al mio co-autore Alessandro De Michele, grande esperto del cinema felliniano, nonché sensibile interprete della simbologia archetipica felliniana.

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