Dovrà ancora attendere il Comune di Taormina per il verdetto sul contenzioso con Progetto R: disputa da 1 milione che può decidere le sorti di Palazzo dei Giurati

l’ex pretura di Taormina

Doveva essere una giornata cruciale per il Comune di Taormina e invece ci vorrà ancora tempo per conoscere l’esito del “caso pretura” e, di riflesso, il destino di Palazzo dei Giurati.

Il giudice del Tribunale di Taormina si è riservato, infatti, di decidere in oggetto al contenzioso che potrebbe “costare” Un milione 200 mila euro alla casse di Palazzo dei Giurati e che potrebbe, soprattutto, rappresentare la spinta decisiva verso il dissesto finanziario.

L’udienza di ieri mattina ha portato insomma a determinare un altro momento di attesa, prima della decisione.

Due settimane fa c’era stato, in tal senso, un rinvio dell’udienza. Una ditta, la “Progetto R”, si è opposta al provvedimento di sospensione adottato il 9 gennaio scorso dal Tribunale di Taormina circa l’immediata esecutività di decreto ingiuntivo nei confronti del Comune (la disputa riguarda lavori a suo tempo non pagati dal municipio e si è per questo arrivati anche al pignoramento dell’ex pretura).

Come si sa, il Comune aveva bloccato tutte le procedure di pignoramento con l’avvio del predissesto, che poi però è stato revocato. E così i creditori sono tornati subito a rivendicare le somme pretese. La “Progetto R” punta a sbloccare la vicenda in sede di udienza. L’ordinanza del giudice aveva sospeso l’immediata esecuzione “fino all’approvazione o diniego del piano di riequilibrio”, che poi non c’è stato.

Il giudizio sul “caso pretura” rappresenta uno spartiacque per il Comune, che vorrebbe stoppare la procedura e assottigliare il proprio carico debitorio. Se, invece, dovesse tornare esecutivo il decreto ingiuntivo si aggiungerebbe subito un altro macigno sulla situazione economica dell’ente.

In questi giorni si attende, soprattutto, un’altro giudizio, anche se in questo caso non si tratta di sentenza ma di parere per l’esattezza: quello della Corte dei Conti, chiamata ad accogliere o respingere la recente delibera di revoca del predissesto. I tempi, anche in questo caso, potrebbero non essere brevi.

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