Berlusconi impugna sentenza divorzio: “centomila euro al giorno a Veronica Lario? Troppi, sono più povero”

Veronica Lario

Fra tutte le sentenze emesse dal tribunale di Milano nei suoi confronti, la separazione da Veronica Lario è quella che gli brucia di più. Trentasei milioni all’anno di alimenti, che significa tre milioni al mese. Per Silvio Berlusconi è un pensiero fisso, e non lo nasconde: «Mia moglie deve spendere 100 mila euro ogni pomeriggio. A volte mi alzo la mattina, poi verso le 13 mi chiedo: ”Ma mia moglie si sarà alzata?”, perché se no deve spendere 100 mila euro solo nel pomeriggio. Sono diventato più povero dopo la sentenza di divorzio». Un verdetto ritenuto iniquo che il Cavaliere ora tenta di ribaltare: i suoi avvocati hanno presentato appello contro la decisione dei giudici di primo grado, chiedendo l’immediata sospensione della sentenza. La guerra tra Silvio e Veronica continua.

La richiesta è stata formalizzata la scorsa settimana e la Corte d’Appello, sezione famiglia, guidata da Bianca La Monica ha chiesto il fascicolo alla nona sezione civile. Ora fisserà la prima udienza, convocando i difensori delle parti. Il ricorso di Berlusconi è il primo strappo dopo l’esito della causa di separazione non consensuale, con sentenza depositata la vigilia di Natale dal collegio presieduto da Gloria Servetti. I giudici decisero di assegnare la villa di Macherio, da sempre residenza di Veronica Lario, all’ex premier, che mantenne inoltre intatto il suo assetto societario. Per contro, il Cavaliere deve staccare un ricco assegno mensile a favore della madre dei suoi tre figli, tutti maggiorenni e quindi esclusi dalla causa: «Non sono 100 mila euro al giorno, sono 200 mila – ha puntualizzato durante un salotto televisivo – Una cifra decisa da tre giudichesse femministe e comuniste. E’ una cosa che non sta nella realtà: 36 milioni con un arretrato di 76 milioni. Questi sono i giudici di Milano che mi perseguitano dal ’94». Idiosincrasia politica e ragioni di portafoglio hanno convinto il Cavaliere a contrattaccare, presentando l’Appello. E sancendo così l’impossibilità, almeno per il momento, di un accordo con l’ex moglie. A fine gennaio Silvio e Veronica si sarebbero incontrati in gran segreto nella villa di Macherio – settanta stanze, valore stimato 78 milioni di euro – senza avvocati, per un colloqui riservatissimo. Sul tavolo, la possibilità da parte del Cavaliere di cedere Macherio all’ex consorte a fronte di una riduzione degli alimenti mensili attorno al milione e 500 mila euro. A quanto pare l’intesa non è andata in porto.

La «causa civile numero 77272/2009» ossessiona a tal punto il leader del Pdl da dedicare alla questione un capitolo della richiesta di trasferimento a Brescia dei processi Ruby e diritti tv Mediaset. «Nel procedimento in corso per la separazione fra l’On. Berlusconi e la moglie vi è stata una decisione che oggettivamente non ha precedenti in Italia – si legge – Si è condannato infatti l’On. Berlusconi al pagamento di una somma mensile più gli arretrati pari a una cifra addirittura superiore ai sui guadagni».

Il verdetto riflette i criteri dell’articolo 156 del codice civile sul mantenimento del tenore di vita analogo a quello della convivenza qualora sussista una disparità economica tra i coniugi. Veronica Lario, dopo la sentenza, si è detta «soddisfatta».

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