Niente giudizio immediato per il Cavaliere sul caso De Gregorio: tra le motivazioni del Gip anche il mancato interrogatorio dell’ex premier sulla mazzetta da 3 mln

Silvio Berlusconi e Sergio De Gregorio

Il gip Marina Cimma ha respinto la richiesta di giudizio immediato nei confronti di Silvio Berlusconi, Sergio De Gregorio e Valter Lavitola in relazione ai 3 milioni di euro che sarebbero stati versati in parte in nero allo stesso De Gregorio per passare dall’Idv al centrodestra e far cadere il governo Prodi. L’inchiesta, dunque, proseguirà con il rito ordinario.

“La prova dell’accordo corruttivo tra gli imputati è tutt’altro che evidente, attesa la genericità delle dichiarazioni rese da Sergio De Gregorio”, ha scritto il gip di Napoli nelle motivazioni del provvedimento. I 2 milioni di euro versati in nero dal Cavaliere a De Gregorio “non può escludersi che laddove gli accertamenti bancari riscontrino l’ipotesi accusatoria non costituiscano una forma di finanziamento illecito al partito Italiani nel Mondo”.

I pm della Procura di Napoli, titolari del fascicolo, dovranno formulare l’avviso di conclusione delle indagini preliminari e si seguirà l’ordinario iter con il passaggio davanti al giudice dell’udienza preliminare. Tra le argomentazioni esaminate dal gip Cimma c’è anche la questione relativa al no dei pm al legittimo impedimento sollevato da Berlusconi, tramite i suoi legali, per rimandare l’interrogatorio a una data diversa da quelle proposte dalla Procura, dichiarandosi disponibile comunque ad essere sentito dai magistrati.

Secondo l’impostazione accusatoria, Berlusconi tramite Lavitola avrebbe consegnato tre milioni di euro (due dei quali in nero) a De Gregorio affinché passasse da Idv al centrodestra. Berlusconi è assistito dagli avvocati Nicolò Ghedini e Michele Cerabona, De Gregorio dall’avvocato Carlo Fabbozzo, Lavitola dall’avvocato Gartano Balice.

“Le indagini svolte per quanto complete non consentono di ritenere allo stato superflua la celebrazione dell’udienza preliminare, le prove acquisite non depongono univocamente nel senso della sussistenza del reato di corruzione”, ha aggiunto il Gip. “Non è così evidente che la scelta di De Gregorio di votare contro la maggioranza di governo sia destinata ad assicurare a Berlusconi il massimo beneficio e soprattutto che la stessa sia ricollegabile al compenso dal medesimo ricevuto”.

C’è anche il mancato interrogatorio davanti ai pm di Berlusconi tra i motivi per cui il gip di Napoli ha negato il processo con rito immediato: “Solo quando all’imputato siano state contestate le prove di accusa e di esporre la propria linea difensiva è possibile formulare quel giudizio di evidenza della prova alla base del processo con rito immediato” scrive il giudice. L’interrogatorio di Berlusconi non c’era stato perchè l’ex premier e i suoi legali avevano rifiutato le date indicate dai pm a causa di impegni politici proponendone altre che però non erano state prese in considerazione.

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