Il governo non paga i debiti. E Passera scarica il barile. Squinzi attacca: “Stato adesso restituisca 48 miliardi”

il ministro Corrado Passera

È uno dei mantra che si sentono ripetere da tutti i politici: accelerare i pagamenti della Pubblica amministrazione alle imprese. Il governo tecnico di Mario Monti aveva trovato una soluzione: certificare i crediti agli imprenditori e obbligare le banche a offrire liquidità. Ma la promessa non è stata mantenuta.

«Se ne occuperà il prossimo governo», ha alzato le mani il ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera. Di cosa si deve occupare è presto detto: 70 miliardi di euro di crediti vantati dalle imprese fornitrici nei confronti dell’amministrazione centrale.

Mentre il debito degli enti locali è addirittura di 140 miliardi di euro. E sì che Passera aveva annunciato il meccanismo della certificazione dei crediti un anno fa. Promettendo di risolvere la questione. Invece, conti alla mano, è stato fatto poco per alleviare la sofferenza delle imprese.

Secondo il Corriere della Sera, al sistema informatico di certificazione sono state abilitate 1.227 amministrazioni, di cui più di 900 sono del Centro Nord. Su 467 richieste degli imprenditori, però, sono state però rilasciate solo 71 certificazioni, per un valore di circa 3 milioni di euro. Che non sono stati ancora erogati. Un magro risultato.

Passera da buon politico ha scaricato parte della colpa sul ministero dell’Economia. L’ex banchiere, in effetti, proponeva la soluzione di pagare gli imprenditori in titoli di Stato. Una soluzione mai accettata dal collega Vittorio Grilli.
L’ex vice di Tremonti, ancor oggi titolare di via XX settembre, annunciò a maggio i decreti per dare il via al sistema di certificazione. Che, puntualmente, vennero pubblicati a luglio in Gazzetta ufficiale: due mesi di ritardo. E, nonostante l’Abi (l’associazione degli istituti di credito) si sia detta disponibile a sbloccare dieci miliardi di liquidità, il progetto è stato rinviato ancora.

Solo in autunno è stata predisposta la piattaforma informatica dove le imprese possono inoltrare domanda di certificazione alle amministrazioni, da girare poi alle banche. Ma la parte dedicata agli istituti di credito non è mai stata completata. E a poco è servita la vigorosa protesta dei sindaci.
L’associazione delle banche e la Consip che dovrebbe installare la piattaforma si rimbalzano le accuse di ritardi. Cioè coloro che sono chiamati a risolvere i ritardi dei pagamenti della Pubblica amministrazione sono ammalati dello stesso male.

Così Passera si è ritrovato a dettare l’agenda al prossimo governo: «Subito i pagamenti alle imprese da parte dello Stato: la Spagna lo ha già fatto», ha dichiarato al Messaggero. «Il pagamento dei debiti nei confronti dei fornitori della pubblica amministrazione deve stare al primo posto del programma di qualsiasi governo che verrà». Insomma, dove non è riuscito lui, devono intervenire /(in fretta) gli altri.

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