Le zone di Zafferana e Santa Venerina ricoperte di cenere e lapilli. Ad Acireale, divieto di circolazione dei mezzi a due ruote. Per l’Ingv, quella di sabato è stata “l’eruzione più forte avvenuta in tutto l’anno 2013”

Etna ancora in eruzione

Dopo l’eruzione, l’ottava dell’ anno, la conta dei danni. È la prassi consolidata legata all’ emissione di cenere lavica e materiale piroclastico emessi dall’ Etna che ieri sera hanno ricoperto numerosi paesi del versante Est del vulcano attivo più alto d’Europa fino alla costa Ionica.

I centri maggiormente colpiti sono stati i centri, relativamente, più vicini al teatro dell’eruzione dove il forte vento ha fatto precipitare la cenere lavica e piccole pietre, dal diametro di pochi centimetri, composte da materiale piroclastico prodotto dal magma raffreddato dell’Etna. A Zafferana si è formata una ‘coltre di 10 centimetri, così come a Santa Venerina. Colpita anche una vasta parte di Acireale, dove il sindaco ha emesso un’ordinanza che vieta in alcune frazioni (S. Giovanni Bosco, Guardia, Mangano, Scillichenti, Stazzo, Pozzillo e Santa Tecla) la circolazione a “motoveicoli, ciclomotori e velocipedi” e fissa “il limite massimo di velocità a 20 Km/h per tutti gli altri veicoli”.

Ad Acireale riunione tra Comune e Protezione civile. Sarà richiesto lo stato di calamità, ma domani le scuole comunali delle frazioni colpite dalla caduta di cenere e lapilli saranno regolarmente aperte. Per quel che riguarda la raccolta della cenere in abitazioni ed edifici privati, ai cittadini viene chiesto di conferire la sabbia all’interno di sacchetti ben chiusi da posizionare nei pressi (ma non dentro) i cassonetti dei rifiuti o, in alternativa, nelle adiacenze delle proprie abitazioni. Sino a lunedì 25 marzo, saranno effettuati due turni di raccolta dei sacchetti di cenere (mattina e pomeriggio). A partire da martedì 26 marzo e sino a mercoledì 3 aprile, un solo turno di raccolta al giorno. Si invitano i cittadini a provvedere per come esposto, al fine di non penalizzare il sistema di raccolta.

Per quel che riguarda le strade e le piazze pubbliche, il Comune ha già chiesto ad Anas e Provincia regionale l’intervento dei due enti nelle strade di competenza. Per conto proprio, l’Amministrazione comunale sta intervenendo, con gare negoziate, per mezzo di ditte che spazzeranno in ambito di lotti ben individuati: più ditte, per velocizzare la raccolta e lo smaltimento di cenere e lapilli da strade e piazze. Le priorità di raccolta: si agirà secondo quanto previsto dal Piano di protezione civile, a partire dal centro (o dalla piazza) delle frazioni, sino ad allargarsi sui perimetri stradali. Polemico il sindaco Garozzo: “Imbarazzante l’assenza, anche solo di conforto, di tutti gli organi statali e regionali di Protezione civile. Purtroppo l’Etna continua a lanciare messaggi ancor più minacciosi, e molti, nonostante questi avvisi, fanno finta che non esistano. Noi continueremo a fare la nostra parte a tutela del nostro territorio e delle nostre comunità e quando non ci riusciremo più metteremo i cancelli di chiusura alla città, sperando che altri abbiano un sussulto di presenza”.

L’eruzione di ieri sull’Etna ha avuto un rilascio di energia iniziale più basso del solito, con una debole attività stromboliana dai crateri sommitali. Poi in serata c’è stata un’improvvisa accelerazione con fontane alte 600-700 metri dalla nuova bocca del Sud-Est e l’emissione di cenere lavica che ha portato alla chiusura per scopo precauzionale dell’aeroporto di Catania per circa un’ora: 5 voli sono stati dirottati a Palermo, ma dopo le 20, finita l’eruzione, è stato disposto il loro rientro nello scalo di Fontanarossa, tornato operativo. Per l’Ingv di Catania è stata l’eruzione con maggiore energia dell’anno.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=qeyJYXn8jZE[/youtube]

© Riproduzione Riservata

Commenti