La difesa di Jessica Pulizzi respinge l’accusa di aver sequestrato la piccola Denise: “fu rapita dagli zingari”

La pista degli zingari è quella seguita dalla difesa di Jessica Pulizzi nel processo per il sequestro della piccola Denise Pipitone, scomparsa da Mazara del Vallo (Tp) il primo settembre 2004, quando aveva poco meno di quattro anni.

Davanti il Tribunale di Marsala, infatti, gli avvocati Gioacchino Sbacchi e Fabrizio Torre hanno chiamato a testimoniare una donna mazarese, Marianna Maltese, di 42 anni, che ha dichiarato: ”Nel 2000 denunciai il tentato sequestro di mia figlia, che allora aveva tre anni. Eravamo davanti a un negozio giocattoli quando mia figlia grido’: ‘Mamma, mamma’. Mi girai e vidi una zingara con i capelli neri lunghi e a treccia che tirava mia figlia per un braccio. Gli chiesi:”Che fai?’ e lei, dicendomi ‘signora scusa’, scappò”.

Alla possibile azione di nomadi non crede, però, Piera Maggio, mamma di Denise, che a margine dell’udienza ha dichiarato: ”Gli zingari non hanno sequestrato mia figlia. Non prendono bambini davanti le case. Li invito a difendersi”. Il Tribunale ha ascoltato anche l’avvocatessa mazarese Antonina Figuccia, ex compagna di Claudio Corona, fratello di Anna Corona (madre di Jessica), in carcere per spaccio di droga.

”Sono stata l’avvocato della loro famiglia – ha detto il legale – per 7 sette anni ho convissuto con Claudio Corona, con cui ho una figlia. La sera dell’1 settembre 2004, Jessica e Alice hanno cenato a casa mia perché Anna Corona doveva essere ascoltata dai carabinieri, la cui caserma era davanti la mia abitazione”. Prossima udienza il 19 marzo, quando verranno chiamati a deporre altri testi della difesa.

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