La visita a Santa Maria Maggiore, la tappa alla Casa del clero: tutto sempre all’insegna di uno stile informale

Papa Francesco

La sua prima giornata da papa Francesco è cominciata presto, poco dopo le 8 di mattina, con la visita – promessa ieri sera durante il suo primo discorso pubblico – alla basilica mariana di Santa Maria Maggiore.

La visita è stata subito una occasione per continuare a definire il suo stile papale all’insegna della semplicità: Francesco ha raggiunto la basilica in una auto della gendarmeria vaticana, senza essere accompagnato da un lungo corteo di macchine. Con lui c’era, tra gli altri, monsignor Georg Gaenswein, prefetto della Casa Pontificia, al fianco del nuovo pontefice come richiesto dal suo incarico.

Quella di papa Bergoglio a Santa Maria Maggiore è stata una visita privata – ha spiegato il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi, durante il suo quotidiano con i giornalisti – in un luogo particolarmente significativo per i gesuiti: oltre all’icona di Maria “Salus Populi Romani”, custodita nella cappella Borghese, davanti a cui si è fermato una decina di minuti in preghiera silenziosa, la Basilica dell’Esquilino ospita anche l’altare su cui sant’Ignazio di Loyola, il fondatore dei gesuiti, ha celebrato la sua prima messa.

Nella basilica, Francesco si è fermato anche brevemente in preghiera anche davanti all’altar maggiore, dove secondo la tradizione è custodito un frammento della mangiatoia in cui venne deposto il bambino Gesù, e davanti alla tomba di San Pio V, nella cappella Sistina.

Sulla via del ritorno, il neo-papa ha chiesto all’autista di fare un cambio di percorso: Francesco ha voluto fermarsi alla Casa del Clero a via della Scrofa, dove aveva alloggiato nelle settimane precedenti il conclave. Papa Bergoglio è tornato per ritirare le sue cose e salutare di persona il personale. E prima di andarsene, tra lo stupore del personale della Prefettura della Casa Pontificia, ha chiesto anche di pagare il conto – “per dare il buon esempio”, ha riferito padre Lombardi.

Lo stile informale e diretto del nuovo pontefice provocherà sicuramente molti grattacapi agli uomini della Gendarmeria vaticana incaricato della sua sicurezza. Ma, ha ricordato il portavoce vaticano, “i responsabili della sicurezza sono a servizio del papa e lo sanno. Cercano di interpretare cosa il papa vuole e di adattare il loro stile al suo stile personale – nella consapevolezza che non sono loro a dettare il gioco ma il papa”.

Uno stile che sembra emergere da molti dettagli di queste ore. Ieri, ha raccontato Lombardi, papa Francesco ha “accettato l’obbedienza dei cardinali in piedi” senza utilizzare il tronetto bianco sopraelevato che era stato preparato per lui. Oppure il portavoce ha puntato l’attenzione all’abito molto semplice, senza mantellina, indossato durante la benedizione Urbi et Orbi di ieri sera, con al collo la semplice croce di metallo, non dorata e senza ornamenti, ricevuta prima ancora di diventare vescovo.

Anche “l’aver voluto il Vicario di Roma accanto a sé è un aspetto nuovo, per fare riferimento particolare al popolo di Roma”, ha aggiunto Lombardi, fino al gesto di chiedere ai fedeli di pregare su di lui prima di dare la benedizione.

Il portavoce vaticano ha anche raccontato un episodio avvenuto ieri al termine della sua prima apparizione pubblica: Francesco è voluto tornare a Santa Marta con il pulmino insieme agli altri cardinali, senza utilizzare l’auto ufficiale con la targa “SCV 1” che era stata preparata per lui. “Che dio vi perdoni”, ha detto Bergoglio dopo aver cenato ai cardinali.

Questa mattina, al rientro in Vaticano, il nuovo papa ha incontrato alcuni collaboratori a Santa Marta e ha cominciato a organizzare il suo nuovo ‘lavoro’. Questo pomeriggio, nella Cappella Sistina, la messa con i cardinali elettori – dove è atteso il suo primo discorso ‘a braccio’ – e la rottura dei sigilli dell’appartamento pontificio, dove entrerà tra pochi giorni dopo pochi, essenziali lavori di ristrutturazione. Sempre, c’è già da immaginarlo, all’insegna della sobrietà.

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