Il fratello del magistrato ucciso in via D’Amelio attacca il presidente della Repubblica: “assicura al Cavaliere quella impunità negatagli dagli organi costituzionali”

Salvatore Borsellino

Lo chiama “il lodo Napolitano”. Una presa di posizione, cioè, che “assicura di fatto a Berlusconi quella impunità che gli era stata giustamente negata dagli organi costituzionali”.

Salvatore Borsellino va all’attacco del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per il comunicato emesso dal Quirinale dopo l’incontro con la delegazione del Pdl guidata da Angelino Alfano. Il fratello di Paolo Borsellino ha affidato i suoi pensieri a un post su Facebook: “Ai tentativi non riusciti dei precedenti ‘lodi’ di sovvertire quello che è il principio fondamentale della Giustizia, quello che viene ricordato a grandi lettere in ogni aula di tribunale, ‘La legge è uguale per tutti’ – scrive Borsellino sul suo profilo -, ha rimediato l’ultimo, quello che viene dall’istituzione più alta”.

Per Borsellino, d’altro canto, quello di Napolitano è “uno dei peggiori settennati che la storia del nostro paese ricordi”. Il fratello del magistrato ucciso in via D’Amelio ricorda la vicenda delle intercettazioni sulla Trattativa – Napolitano, secondo Borsellino, “ha legittimato il sospetto che le intercettazioni di cui richiede affannosamente la distruzione possano contenere elementi, se non penalmente rilevanti, eticamente disdicevoli” – e poi va all’attacco del Colle: all’inizio – racconta Borsellino – “avevo commentato quasi con un sospiro di sollievo le parole di ieri, in cui sembrava avesse condannato come una ‘iniziativa senza precedenti’ la manifestazione degli eletti del Pdl fino all’interno del Palazzo di Giustizia”. Poi, però, è arrivato il secondo comunicato: “Invitando i giudici ad evitare ‘interferenze tra vicende processuali e vicende politiche’ assicura di fatto a Berlusconi quella impunità che gli era stata giustamente negata dagli organi costituzionali”.

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