Ministero concede una proroga sino al 29 aprile per chiedere mantenimento sede del giudice di pace ma il Comune dovrebbe accollarsi le spese: impresa ai limiti dell’impossibile per un ente adesso vicino al dissesto

prorogati i termini per chiedere la conferma del giudice di pace

Aspettando novità in extremis per la sorte – al momento segnata – del Tribunale di via Francavilla, arriva un’ultima chance per il Comune di Taormina, per mantenere almeno la presenza del giudice di pace. I termini concessi da Roma ai vertici di Palazzo dei Giurati per fare istanza di conferma sul territorio di questo servizio sono ufficialmente scaduti lo scorso novembre ma nelle scorse ore il Ministero ha riaperto il discorso concedendo una proroga.

Con una “Nota di istruzioni per il mantenimento degli uffici del Giudice di Pace con oneri a carico degli enti locali”, il Ministero di Giustizia ha indicato, infatti, la strada per la salvezza “last minute”.

Gli enti interessati dovranno presentare istanza al ministero entro il prossimo 29 aprile (compresi quelli che l’avevano già inoltrata). Come già previsto dall’articolo 3 del decreto legislativo 156/2012, i Comuni o i consorzi devono farsi “integralmente carico delle spese di funzionamento e di erogazione del servizio giustizia nelle relative sedi, ivi incluso il fabbisogno di personale amministrativo che sarà messo a disposizione dagli enti medesimi”.

Quindi il Comune di Taormina dovrebbe garantire sedi adeguate e anche dipendenti (con “profili professionali equipollenti a quelli previsti per l’amministrazione giudiziaria” e con “qualità morali e di condotta irreprensibili”). A carico del Ministero resterebbero soltanto le spese per “i compensi dovuti ai magistrati onorari” e quelle per “la formazione iniziale del personale amministrativo fornito dall’ente locale”. In caso di Comuni consorziati, il Ministero chiede di indicare sin dall’inizio la “quota di partecipazione a carico di ciascun ente interessato”.

A questo punto il problema non sembra più una questione di volontà, perché da questo punto di vista il Comune non si tirerebbe indietro ma diventa difficile, se non impossibile, farsi carico di questi costi per un ente che è ad un passo dal dissesto finanziario e ha la necessità di tagliare le spese anziché aumentarle, in un momento nel quale si rischia persino di non poter garantire più i servizi essenziali come quelli per il sociale e per la scuola.

Il momento economico a dir poco drammatico in cui si trova il Comune di Taormina è il vero ostacolo che sembra spegnere sul nascere i margini di manovra per una possibile adesione alla proroga del Ministero.

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