Remuntada blaugrana: finisce 4-0 con doppietta di Messi. In gol anche Villa e Jordi Alba. Rossoneri illusi dall’andata ed eliminati dalla Champions League

l’esultanza di Leo Messi

Umano, troppo umano. È il Milan di Allegri al cospetto degli alieni del Barcellona. Che sono tornati in loro e sono tornati tra noi, travolgendo i rossoneri con un impietoso poker e rilanciando l’assalto alla storia della Champions, che mai ha visto una squadra confermarsi campione. Rossoneri rinunciatari, alla ricerca della ripartenza cinica e decisiva, aggrappati all’illusione di un gol in contropiede che darebbe la quasi certezza della qualificazione e che non arriverà mai, lasciando solo l’immagine di una squadra spaventata, impaurita, troppo rinunciataria e per questo punita con l’eliminazione. Se Niang avesse segnato, sarebbe stata un’altra partita, si può dire. Ma con i se non si passa il turno, e comunque il risultato dice Barcellona 4, Milan 0: se anche fosse stato 1, i rossoneri sarebbero usciti comunque, inchinandosi al cospetto di un Barça imperiale e di un Messi straordinario.

Il Camp Nou è un tripudio blaugrana: oltre 90mila cartoncini con i colori del Barcellona e la scritta in giallo ‘Som un equip’ accoglie l’ingresso in campo delle squadre. Milan ripiegato su se stesso, parte l’assalto Barça. Iniesta illude i rossoneri, sbagliando tre passaggi consecutivi, ma la storia è diversa rispetto all’abulia catalana dell’andata: ci vogliono solo cinque minuti per violare la porta avversaria. La pennellata magica sotto l’incrocio di Abbiati porta la firma di quattro Palloni d’Oro, tutti allo stesso sinistro letale: Messi addomestica un passaggio potentissimo di Busquets, triangola stretto con Villa e ruba il tempo e lo spazio ai difensori avversari infilando la sfera in porta di potenza e precisione. È il primo mattone della Remunta, il sesto sigillo dell’argentino nella competizione, il 57° centro assoluto per il sorpasso a Van Nistelrooy e il trono del bomber di sempre della Champions League

Il Milan stordito prova a reagire: se davanti sono alieni, dietro i tre del Barcellona possono traballare. El Shaarawy ha l’occasione buona al 9′ in contropiede ma il tiro del bomber rossonero è un passaggio a Valdes. Allegri si mangia le mani, l’occasione meritava miglior conclusione: il Faraone aveva tempo per piazzarla, con Dani Alves che gli arrancava alle spalle. Ma è un lampo, è l’unica goccia di rossonero in una mezz’ora tutta colorata dai blaugrana. Che tornano a imperversare nella metà campo avversaria. All’11’ Abate stende Pedro, scivolando mentre fa la diagonale: fallo netto, l’arbitro lascia correre. Al 13′ Abbiati miracoloso su una staffilata di Iniesta dal limite, il Milan si salva con l’aiuto della traversa. Al 17′ altro intervento decisivo del portiere che in tuffo mette il guanto sul siluro di Xavi destinato a fil di palo. Boateng giallo su Iniesta, il cielo è sereno ma grandinano avversari da ogni parte sul catenaccio rossonero.

La tempesta si placa attorno alla mezz’ora, fa respirare il Milan. È questo il momento che Allegri ha chiesto di sfruttare, questo il momento di segnare di rossonero in maniera indelebile il manto verde di un terreno perfetto. E dopo due ripartenze con El Shaarawy prima servito male e poi a provare l’acrobazia, arriva sui piedi di Niang la palla che può decidere tutto. Una palla clamorosa. Mascherano scivola, da ultimo uomo, e lascia libero Niang di volare verso Valdes, tutto solo e davanti tutta la porta. E anche tutta la vita del ventenne ex Caen che passa davanti ai suoi occhi vedendo il pallone stamparsi sul palo. Gol mangiato. Divorato. E la legge dice gol subìto. subìto e sùbito, il tempo di cambiare area, di Ambrosini di fallire una ripartenza e di consegnare palla a Iniesta che la recapita sui piedi della Pulce: rasoterra sotto le gambe di Mexes e tra palo e Abbiati. Delirio al Camp Nou. Due gialli per Pedro e Flamini, entrambi diffidati, accompagnano all’intervallo, con Allegri guarda l’orologio nervoso al 43′: è l’immagine simbolo. Fischia Kassai, in tre tempi Barcellona e Milan sono in perfetta parità: la partita inizia adesso.

Messi spumeggiante si beve mezza difesa ma fallisce il colpo del ko alla prima azione della ripresa: Il Barcellona ritorna spietato sul luogo del delitto, l’area avversaria. Ambrosini graziato da Kassai, non così Mexes che ferma Messi con le maniere forti. Siamo al 10′, palla tra i piedi di Don Andres: il tocco è illuminante per Villa, Constant non arriva in scivolata sul passaggio e il Guaje dimostra di non aver perso il feeling con il gol dopo il grave infortunio, infilando imparabilmente Abbiati: è la rete che pesa come un macigno sulla qualificazione, nell’esultanza commovente dello spagnolo il freddo sguardo di Allegri che rivolta il Milan come un guanto: dentro Muntari per Ambrosini, Robinho per Niang e nel finale anche l’ex Bojan per Flamini, a cercare la fiammata dell’impresa che non arriva, mentre arriva il colpo di grazia di Jordi Alba. Il sogno del Milan si spegne in una notte di marzo, che illumina il cuore del Barcellona campione in carica e stasera campione di tecnica e cuore.

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