“Le mie dimissioni non sono state affatto accettate dal pubblico”: così il rocker presenta ora i sette concerti, la voglia di fare un album nuovo e la sua autobiografia

Vasco Rossi

Aveva annunciato il ritiro dalle scene live ma l’amore per i fan, dopo qualche mese di convalescenza, ha avuto la meglio: “Ho presentato le dimissioni però, le mie, non sono state accettate!”.

Vasco in queste ore presenta le 7 date del tour a giugno tra Torino (9, 10, 14, 15) e Bologna (22, 23, 26).

“Ho idee nuove per il cd per l’anno prossimo” – si legge su Tgcom 24 – e adesso il pensiero va “all’autobiografia, altroché Cenerentola”.

Il cantautore torna dunque a chiacchierare in una videointervista lunga che verrà pubblicata poi sul suo Facebook ufficiale integralmente.

“Ho sentito che ha dato le dimissioni anche il Papa e… Non sapevo che potesse dare le dimissioni un Papa. Però, se devo essere sincero, non avevo mai neanche sentito nessuno dare le dimissioni da rockstar – spiega Vasco -. Quindi, diciamo che siamo tutti qui dimissionari e nello stesso tempo, è tempo di dimissioni chi le dovrebbe dare non le dà. Diciamoci la verità, questo è un mondo così e dobbiamo cercare di prendere le cose con un po’ di leggerezza, lo dico per primo a me perché io sono il primo che le prende un po’ troppo seriamente delle volte”.

“Quindi, eccomi qua. Presente! Pronto a riprendere il tour che avevo interrotto due anni fa per cause di forza maggiore. Volevo fare quattro date ma c’è stata una tale richiesta che le date sono diventate prima 6 e poi 7. E a 7 ho detto basta sono solo 7. E faccio le 7 date a giugno, questo ve lo posso garantire che ci sarò, sarò presente e ci troveremo lì di sicuro. Dopo si vedrà…”.

Poi Vasco spiega anche perché abbia scelto proprio Bologna e Torino. “Perché siamo partiti tardi negli stadi, quelli tipo San Siro e tanti altri erano stati prenotati da tempo da un diluvio di rockstar e di stranieri e italiani, di talenti di tutti i tipi. Ho dovuto quindi accodarmi, abbiamo trovato gli stadi ancora liberi. Poi è l’organizzazione Live nation che sceglie i luoghi, io non posso dire oggi voglio suonare a Bologna poi a Napoli e poi là. Vado a suonare dove ci sono le condizioni”.

E la scaletta? “Tutti fanno la loro scaletta ma alla fine la scaletta è quella che faccio io. Perché la scaletta è fondamentale. Comunque sarà più o meno la continuazione del Live Kom 011, ci saranno delle sorprese, ovviamente non saranno la stesse. Vi garantisco che il prezzo del biglietto vi verrà rimborsato dal divertimento, dal piacere e dall’emozione”.

“Adesso sono tornato, diciamo così, in pista per continuare questa grande corsa e proseguire il percorso. Da qui viene fuori il progetto che ho pensato di fare naturalmente buttando il cuore oltre l’ostacolo, prendendomi degli impegni e rispettandoli, perché io li rispetto sempre. Vi ho sentito sempre molto vicini, ho letto i commenti, gli affettuosi saluti, le dimostrazioni di affetto che sono poi quelli che a me danno molta consolazione e soddisfazione. Settembre è stato un mese difficile, novembre anche, ottobre anche. Comincio adesso un po’ a uscire, diciamo anche che non sono ancora al top però ci sarò a giugno”.

E infine qualche considerazione sul singolo “L’uomo più semplice”. “Sono un ‘uomo nuovo’: ogni mattina che mi sveglio sono sempre nuovo, diverso un po’ da prima e un po’ uguale. Mi viene in mente una canzone bellissima ‘come si cambia per non morire, come si cambia per amore’. Si cambia sempre, la vita è un continuo cambiamento, si cresce, oppure si dice in una qalsiasi maniera, però non si è mai quelli di prima. Si è sempre diversi, per fortuna! Perché se uno rimanesse sempre quello sarebbe una macchietta”.

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