“Rinunci ai rimborsi elettorali come noi”. La capogruppo alla Camera, Roberta Lombardi, avverte i grillini tentati dall’intesa con il Pd: “chi si allea è fuori dal movimento”

Beppe Grillo

Se dopo le parole di ieri di Beppe Grillo ci fossero stati ancora dei dubbi, oggi ci ha pensato la capogruppo grillina alla Camera Roberta Lombardi a chiarire una volta per tutte come stanno le cose: «Chi fa accordi con il Pd viene espulso dal Movimento».

L’avvertimento. Un appoggio ad un governo a guida Pd? «Non ci sarà assolutamente, lo escludo categoricamente. Se qualcuno deciderà di farlo, sarà fuori dal movimento», ha detto Lombardi, subito dopo aver concluso la procedura di registrazione a Montecitorio. Lombardi ha precisato tuttavia di non escludere in alcun modo un dialogo con il Pd, che sia «in trasparenza». Su questa possibilità si dichiara «assolutamente d’accordo», ma ribadisce «il no ad accordicchi, sulla strada del ‘io ti do questo e tu mi rendi quest’altro’. Ma al dialogo dico sì, senza alcun dubbio».

Grillini a Montecitorio. Oggi i grillini sono a Montecitorio per le ordinarie procedure di registrazione dei neoletti. Non tutti i deputati del Movimento Cinque Stelle hanno comunicato alla Camera le proprie coordinate bancarie per l’accredito dell’indennità parlamentare e della diaria all’atto della loro registrazione a Montecitorio. Non sarebbe, dunque, granitica tra i deputati grillini l’adesione alla linea stabilita ieri sugli emolumenti stabilita in una riunione informale di ieri con i neoeletti dell’M5S, quando si è discusso della possibilità di non fornire l’Iban a Montecitorio nelle more di una posizione del movimento.

Grillo: Bersani rinunci ai rimborsi. Intanto Grillo torna a sfidare Bersani. Pier Luigi Bersani «firma qui». È l’invito via Twitter dal Movimento 5 Stelle al segretario del Pd perché rinunci ai 48.856.037,50 di euro dei rimborsi elettorali. Sul social network postata la foto di un documento per la rinuncia con l’invito a Bersani a sottoscriverlo. «Il MoVimento 5 Stelle – si legge nel blog di Beppe Grillo – rinuncia ai contributi pubblici, previsti dalle leggi in vigore, per le spese sostenute dai partiti e dai movimenti politici e non richiederà né i rimborsi per le spese elettorali, né i contributi per l’attività politica. Si tratta di 42.782.512,50 di euro che appartengono ai cittadini, anche in virtù di un referendum».

Il messaggio. «Il M5S -scrive Grillo – li rifiuta esattamente come per le elezioni amministrative. Le spese per la campagna elettorale sono state integralmente sostenute grazie ai contributi volontari raccolti e verranno comunque rendicontate. Il MoVimento 5 Stelle, anche tramite i propri eletti, svolgerà ogni azione diretta ad assicurare che i contributi ad esso spettanti non vengano erogati ad altre forze politiche, ma trattenuti all’Erario». «Il mio auspicio è che tutte le forze politiche -sottolinea il leader del Movimento 5 Stelle- seguano il nostro esempio, in particolare il pdmenoelle al quale spetta la quota più rilevante: oltre 45 milioni di euro (al Pdl ‘solò 38). Non è necessaria una legge, è sufficiente che Bersani dichiari su carta intestata, come ha fatto il M5S, la volontà di rifiutare i rimborsi elettorali con una firma. Per facilitare il compito ho preparato il documento che Bersani può firmare per ufficializzare il rifiuto. Bersani, firma qui! Meno parole e più fatti».

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