Secondo l’ex senatore Idv, Sergio De Gregorio, Prodi è caduto per essersi opposto alla maxi-opera voluta dagli americani. Adesso è il governatore a fare le barricate

Rosario Crocetta

“Sono seduto su una polveriera”. Quella polveriera si chiama Muos. Le nuove “spine”, le nuove preoccupazioni per il presidente della Regione Rosario Crocetta arrivano da storie di qualche anno fa.

La storia, in particolare, che racconta della caduta dell’ultimo governo Prodi. Affossato dalla scelta dell’Udeur, nel 2007, di uscire dalla maggioranza dopo un’inchiesta a carico dell’allora ministro della Giustizia Clemente Mastella. E dopo la presunta “campagna acquisti” di Silvio Berlusconi, ora al vaglio degli inquirenti, che portò tra le fila del centrodestra l’ex Idv Sergio De Gregorio.

Ma – come si legge in un approfondimento di Live Sicilia – sono proprio alcune dichiarazioni di De Gregorio a gettare nuove ombre su quei giorni. Al di là della vicenda che coinvolse Mastella (e anche la moglie dell’ex ministro), la caduta del governo Prodi sarebbe stata il frutto di altre pressioni. Di altri poteri. Della Cia, per la precisione, che avrebbe “spinto” per la fine del governo di centrosinistra, inviso per diversi motivi. Tra questi, la diffidenza e l’ostilità dell’esecutivo Prodi nei confronti del Muos, il dispositivo radar di Niscemi. Ostilità confermata dallo stesso De Gregorio, sulle colonne de La Repubblica.

“Sono seduto su una polveriera” dice oggi Rosario Crocetta, che al Muos si è opposto, avviando l’Iter di revoca delle concessioni agli Usa.”Le dichiarazioni di De Gregorio – dice Crocetta – sono davvero inquietanti. Se si è mossa persino la Cia per far cadere un governo nazionale, figuriamoci cosa può succedere a un semplice Presidente della Regione”. E a dire il vero, secondo Crocetta, le pressioni sarebbero già partite. “Già dai primi giorni dal mio insediamento – dice il governatore- sono partiti i dossier nei miei confronti. Ed è chiaro che a muoversi, in questi casi, sono i poteri forti”. Quali siano questi poteri, è meno semplice da comprendere, ma Crocetta fa riferimento a una vecchia e inquietante storia: “Non è mafia. O meglio, non stiamo parlando solo di mafia. Questi poteri, in passato, a mio parere, furono responsabili, ad esempio, della sparizione di Enrico Mattei. Figuriamoci se si preoccupano di intervenire su un presidente della Regione”.

Il Muos, una polveriera. E la politica stavolta non c’entra. Sulla vicenda del radar, infatti,si era consumato uno “strappo” con i deputati del Movimento cinque stelle, che hanno protestato in occasione dell’approvazione del Dpef, per poi brindare alla revoca delle autorizzazioni. Un risultato “rivendicato” dai grillini come una propria vittoria. “Loro possono dire quello che vogliono – precisa Crocetta – ma gli atti, le delibere, le ho fatte io. Le ha fatte il mio governo, mica i grillini. Ed è per questo motivo che da adesso in poi mi aspetto una reazione da parte di qualcuno. Gli stessi, magari – prosegue, sibillino, i, governatore – che in passato avevano l’obiettivo di far commissariale la Sicilia, in modo da far saltare tutto e reinstaurare il loro ordine. Chi sono? Gli stessi poteri che decisero di far scomparire il presidente dell’Eni”.

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