Consiglio dei ministri ha autorizzato Dipartimento di Protezione civile al trasferimento e smantellamento

il relitto di Costa Concordia

La Concordia farà rotta a Piombino per lo smantellamento. Una scelta del governo che ha già sollevato polemiche. Per poter portare il relitto del naufragio avvenuto al Giglio nel gennaio del 2012, “occorrono ingenti lavori di adeguamento del porto” ha tuonato il Pd, che ha già invocato l’intervento del Quirinale.

Su proposta del ministro dell’Ambiente Corrado Clini, infatti, il Consiglio dei ministri ha autorizzato il Dipartimento della Protezione civile – in stretto raccordo con il Ministero dell’ambiente e il Ministero dei trasporti – ad adottare i provvedimenti necessari a consentire il trasporto della Concordia presso il porto di Piombino per lo smantellamento, utilizzando le risorse già stanziate ed effettivamente disponibili.

Una scelta che “non rientra nell’ordinaria amministrazione, ma si tratta di una scelta politica ben precisa. Il Quirinale valuti se il governo dimissionario è nella posizione di poterla prendere” hanno dichiarato i parlamentari del Pd Michele Anzaldi, Federico Gelli ed Andrea Marcucci.

“Per poter portare il relitto della Concordia a Piombino – spiegano gli esponenti del Pd – occorrono ingenti lavori di adeguamento del porto, che potrebbero durare circa un anno, secondo quanto riportato dalla stampa. Ciò significherebbe che la nave rimarrà almeno fino al prossimo inverno sul mare del Giglio. L’adeguamento di Piombino comporta, inoltre, altissimi costi, si parla di circa 150 milioni di euro. Altro elemento da considerare è il rischio ambientale: scavare per 15 metri in un porto industriale come quello di Piombino significa incontrare chissà quali tipi di rifiuti.

“Di fronte a rischi di questo tipo – proseguono Anzaldi, Gelli e Marcucci – è lecito domandarsi se un esecutivo dimissionario da alcuni mesi possa prendere simili decisioni. La scelta del porto per la destinazione del relitto è rimasta bloccata per un anno e l’accelerazione avviene a pochi giorni dal possibile insediamento di un nuovo governo. La Presidenza della Repubblica valuti la congruità di questa procedura amministrativa”.

“Una notizia positiva e attesa. La decisione presa dal Consiglio dei ministri risponde al nostro progetto, per il quale ci siamo battuti fin dall’inizio di questa vicenda con insistenza”. E’ questo, invece, il commento del presidente della Regione Toscana Enrico Rossi.

“Dunque – prosegue Rossi – avevamo ragione, l’avevamo detto per primi e alla fine ci siamo riusciti. E oggi siamo soddisfatti. La nostra proposta era motivata da ragioni sia ambientali che economiche. Ambientali, perché il porto di Piombino è il più vicino al Giglio e quindi riduce i rischi durante la navigazione di trasferimento del relitto”. ” Economiche, perché – aggiunge – gli interventi che dovremo realizzare al porto di Piombino aggiungono a quella realtà industriale un importante vantaggio competitivo, oggi ancora più necessario a fronte della crisi della siderurgia. D’accordo con il sindaco della città Gianni Anselmi già nella prossima settimana ci incontreremo per definire meglio tutte le iniziative necessarie per consentire nei tempi previsti la realizzazione del progetto”, conclude il governatore toscano.

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