Slitta la decisione del giudice sul decreto ingiuntivo da Un milione 200 mila euro reclamato da una ditta per lavori non pagati dal Comune di Taormina negli Anni 80. Altro crocevia per allontanare il dissesto finanziario

l’ex pretura di Corso Umberto

Le sorti del Comune di Taormina sempre più appese ad un filo.

Si conoscerà il 20 marzo l’esito del caso pretura, il contenzioso che potrebbe “costare” Un milione 200 mila euro alla casse di Palazzo dei Giurati ma che potrebbe, soprattutto,rappresentare la spinta decisiva verso il tanto temuto dissesto finanziario.

L’ennesima giornata di apprensione si è risolta ieri per la casa municipale con il rinvio della decisione attesa proprio sul caso pretura. Una ditta, la “Progetto R”, si è opposta al provvedimento di sospensione adottato il 9 gennaio scorso dal Tribunale di Taormina circa l’immediata esecutività di decreto ingiuntivo nei confronti del Comune (la disputa riguarda lavori a suo tempo non pagati dal municipio e si è per questo arrivati anche al pignoramento dell’ex pretura). Come si sa, il Comune aveva bloccato tutte le procedure di pignoramento con l’avvio del predissesto, che poi però è stato revocato. E così i creditori sono tornati subito a rivendicare le somme pretese.

Ieri la “Progetto R” puntava a sbloccare la vicenda in sede di udienza. L’ordinanza del giudice aveva sospeso l’immediata esecuzione “fino all’approvazione o diniego del piano di riequilibrio”, che poi non c’è stato. Il giudice ieri ha rinviato la causa al 20 marzo.

Quella data potrebbe diventare a questo punto un vero e proprio spartiacque per il Comune, che vorrebbe stoppare la procedura e assottigliare il proprio carico debitorio. Se, invece, dovesse tornare esecutivo il decreto ingiuntivo si aggiungerebbe subito un altro macigno sulla situazione economica dell’ente.

E’ una spada di Damocle, anche se il pronunciamento più atteso e temuto rimane quel che comunicherà nei prossimi giorni la Corte dei Conti, chiamata ad accogliere o respingere la delibera di avvenuta revoca del predissesto.

Il destino del Comune sembra a questo punto un incastro di date, e a Palazzo dei Giurati c’è chi spera che la valutazione della Corte dei Conti possa anche arrivare dopo la sentenza sul caso pretura, nel caso in cui il 20 marzo dovesse registrarsi un giudizio favorevole al Comune.

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