I tre partiti continuano a litigare e l’Italia attende un governo che oggi sembra chimera: siamo sicuri che alla fine si troverà un accordo nell’interesse del Paese?

Bersani, Grillo e Berlusconi

Oggi dire che sei amica, parente o affine di un politico è la fine. Non ti fa onore , anzi sei marchiato a vista. Questo atteggiamento di rigurgito verso chi ci ha governato e continua, forse, a farlo, è giustificato ampiamente dalle malefatte e le male..dette dell’ultimo cinquantennio di governo all’italiana. La veduta non è rassicurante. Ci troviamo nel bel mezzo di un ciclone turbinoso che minaccia sciagure e nefandezze.

Tre schieramenti, o meglio tre leader di improbabili aggregazioni, per non contare il quarto, il “tecnico” signor Monti, prima osannato, poi screditato, oggi quasi dimenticato. Bene tre personaggi, di cui due riciclati e uno nuovo.

Secondo il teorema delle “BB” – Bersani e Berlusconi – sarebbe meglio schierarsi l’un contro l’altro armati – per il primo. Oppure accomodarsi al tavolo dell’inciucio spudoratamente demagogico – per il secondo. Il terzo, il signor Grillo, è la variabile piu’ gradita agli italiani, visti i risultati.

Niente politici, ma solo esseri umani. Si, perchè l’accezione politico, come ho riferito nelle righe piu’ sopra, è orami associata ad nitida figura: l’infausto. In questo impasse decisamente epocale, il groviglio bollente passa per un altro personaggio. Un signore molto anziano, Napolitano, che rappresenta l’Istituzione per antonomasia e dovrà cavare il politico…. dal buco.

E noi, italiani, brava gente, che abbiamo mostrato tanto sdegno quanto partecipazione in questa ultima tornata elettorale, sottoposti ad un pressing mediatico quotidiano, tentiamo di aggrapparci alla speranza e scrutare il futuro. Che nessuno conosce. E’ ovvio che Bersani “VV”- vincitore vinto- vuole andare al Governo. Con chi? La domanda è scontata. Accarezza la vana utopia che possa omologarsi il suo eventuale Esecutivo a quello siciliano, “GC”, Grillini e Crocetta, insieme appassionatamente. Ma la geografia , come sempre, fa la differenza.

Se dal bizzarro scenario siciliano è venuta fuori una pozione fumante di antipolitica, antimafia, anticlientelismo, antisperpero ad opera di un presidente eletto da uno schieramento strettamente politico – Pd e Udc -, ricevendo, dopo, il placet di 5 Stelle – per la precisione – a Roma la questione non puo’ essere ricalcata. Perche’? Semplice. Perché Grillo è contro il vecchio, il logoro, il marchio scaduto. E purtroppo Bersani rappresenta tutto questo. Se ci fosse stato Renzi, al suo posto, con un parterre di facce nuove e giovani? Il movimento magari ci avrebbe pensato su, prima di mandare in tilt eletti ed elettori e spianare il terreno ad un altro voto. Si perchè si voterà, al piu’ presto, ma finalmente con modalità diverse.

Si entrerà nella cabina e si posizionera’ la croce su un nome che rappresentera’ un volto, che a sua volta proporrà una appartenenza. E dopo la conta finale, si potrà tirare un meritato sospiro collettivo di sollievo, guardando ad un Esecutivo, magari sobrio e rigoroso che non avra’ il tempo di partecipare ai talk show o alle tribune politiche medianiche perché si mettera’ seriamente a lavorare. Si tratta di una pia illusione, questa? Speriamo proprio di no.

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