Il segretario Pd: “restiamo uniti, tocca a noi portare il cambiamento. Otto punti di governo, ora generosità per fare quello che si deve. Non corteggio Grillo. No ad un governo con Berlusconi, lui ha sfasciato l’Italia…”

la vignetta di Vincenzo Pellegrino

Pier Luigi Bersani continua la sua missione impossibile, alla ricerca di una maggioranza di governo che non c’è e che difficilmente potrà esserci. Oggi ha chiesto unità al Pd, affannandosi a precisare che il partito non sta corteggiando Grillo, e rimane l’unica forza che “può portare l’esigenza di cambiamento e novità a una dimensione di governo e che può sottrarre il cambiamento all’avventura. Questa è la generosità che deve avere ciascuno di noi, a partire da me, a fare quello che si deve e non quello che si vuole”.

Il segretario Pd, parlando alla direzione, ha poi escluso qualsiasi accordo con Berlusconi per la formazione del governo. Sono otto i punti del possibile programma di governo enunciati da Bersani alla direzione Pd: “Fuori dalla gabbia dell’austerità, l’emergenza è economia reale ed occupazione; misure urgenti sul fronte sociale e del lavoro; riforma della politica e della vita pubblica; voltare pagina sulla giustizia e sull’equità; legge sui conflitti di interesse, sull’incandidabilità, l’ineleggibilità e sui doppi incarichi; economia verde e sviluppo sostenibile; prime norme sui diritti; istruzione e ricerca”.

“Continueremo a decidere negli organismi ma chiedo che il Pd, pur nel vivo della sua dialettica, garantisca unità, un Pd che discute come sempre ma che è unito è una risorsa di cui l’Italia non può fare a meno”, ha spiegato dopo che aveva sottolineato di non corteggiare il M5S. Beppe Grillo e M5S devono “prendersi le proprie responsabilità davanti al paese. Davanti al paese ognuno prenderà le sue di responsabilità. In particolare, chi ha avuto il consenso di oltre 8 milioni di elettori deve dire cosa vuol fare di questi voti, per l’Italia. Non ci si può ridurre a una proposta sulla raccolta differenziata. ‘Cinque stelle’ pensa di scegliere fior da fiore, tenendosene fuori? Aspetta una sorta di autodistruzione del sistema? Spera che noi si stia fermi e muti? Se è così fanno dei conti sbagliati”.

Il Pd e il centrosinistra ritengono “impraticabile” un accordo di governo con il centrodestra, “non ci può essere una soluzione al di sotto di quel cambiamento che il Paese invoca, e il cambiamento non si può immaginare con chi fin qui ha seminato tempesta. Non giudichiamo credibili accordi di governo tra noi e la destra berlusconiana”.

“E’ inutile ora cercare accordi politici o diplomazie fuori dal Parlamento, noi parliamo chiaramente al paese gli altri facciano altrettanto” e “se chiamati siamo pronti a proporre un governo di cambiamento sulla base di programma essenziale che avrà il compito di rimuovere le barriere più pesanti tra istituzioni, politica e opinione pubblica e urgenti misure sociali, con il compito cioè di aprire la strada alla legislatura, con impegni dirimenti e cadenzabili”, ha aggiunto. E ha chiarito: il Pd non sta “corteggiando” M5S ma cerca di “capire quello che si muove nel profondo”.

“In Italia questo movimento (di disagio verso la politica, ndr) si esprime non solo nel voto a 5 Stelle, non solo nella cresciuta astensione: saremmo miopi se non vedessimo che anche al di là del voto c’è un disagio ampiamente trasversale.

Non banalizziamo come quei commentatori che da vent’anni spiegano il verbo senza mai un anno sabbatico: qui non si sta corteggiando Grillo, si sta cercando di capire quello che muove nel profondo, si sta cercando di bucare il muro dell’autoreferenzialità del sistema, perché qui è in gioco il sistema”.

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