Studio Bankitalia: nel 2010 è salita al 65% la quota di chi valuta le proprie entrate inferiori al necessario. In questo momento soltanto 30% delle famiglie risparmia

la crisi colpisce famiglie e imprese

Le famiglie italiane sono in crescente difficoltà per la crisi economica e due nuclei su tre ritengono il proprio reddito insufficiente. Lo afferma uno studio di due economiste del servizio studi della Banca d’Italia, Laura Bartiloro e Cristiana Rampazzi, pubblicato da Palazzo Koch.

“A conferma del disagio espresso dai nuclei familiari – affermano le ricercatrici – nel 2010 è aumentata al 65% (era al di sotto del 40% nel 1990) la quota di quelli che valutano il proprio reddito inferiore a quanto ritenuto necessario”.

“L’incremento – secondo il ‘Quaderno di economia e finanza’ di Bankitalia dedicato a risparmio e ricchezza delle famiglie – è più diffuso per i nuclei che vivono in affitto, in cui il capo-famiglia è operaio oppure disoccupato, pensionato, impiegato a tempo parziale”.

“La recente flessione – affermano le due economiste della Banca d’Italia – del saggio di risparmio delle famiglie italiane, quasi 4 punti percentuali tra il 2007 e il 2011, è avvenuta a fronte di una sostanziale stazionarietà in Francia e in Germania”.

“Emergono – secondo lo studio diffuso da Palazzo Koch – chiari segnali di difficoltà delle famiglie nel riuscire a risparmiare la quantità di risorse desiderata, in presenza di una marcata contrazione del reddito disponibile e del contestuale obiettivo di contenerne l’impatto sul proprio tenore di vita”.

In particolare, “sono aumentate, fino a toccare il 90% nell’ultimo quinquennio (dal 75% degli anni precedenti), le famiglie che ritengono opportuno risparmiare, plausibilmente per motivi precauzionali legati alla fase ciclica recessiva. Tali giudizi sono meno diffusi tra i lavoratori autonomi e riguardano senza distinzione le varie tipologie di struttura familiare (ad esempio per età del capofamiglia e grado di istruzione)”.

“Contestualmente tuttavia – sottolineano le due studiose di Via Nazionale – la quota di famiglie che ritengono di avere effettive possibilità di risparmio si è collocata su livelli storicamente bassi, intorno al 30% dalla metà dello scorso decennio (era sul 50% all’inizio degli anni novanta)”.

Per i giovani con elevata istruzione, conclude il ‘Quaderno di economia e finanza’, “il divario tra coloro che ritengono, rispettivamente, opportuno e possibile risparmiare è aumentato soprattutto fra quelli che vivono soli, in affitto e che sono titolari di un contratto di lavoro a tempo determinato. La forbice, inoltre, risulta essere più ampia per le famiglie che risiedono nei comuni più grandi”.

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