Per le donne italiane diradano sempre più le visite dal parrucchiere (ogni 45 giorni mentre due anni fa ci si andava ogni 33); si decide di rinunciare all’estetista e si fa ricorso ai trattamenti del più economico “fai da te”

anche peer la cosmesi è tempo di crisi

La crisi colpisce e si cerca di risparmiare dove si può, anche sulla bellezza. Si va meno dal parrucchiere, si rinuncia all’estetista, si preferiscono i cosmetici venduti in erboristeria e ci si affida più volentieri alle beauty consultant che vendono prodotti di bellezza “porta a porta” e a basso costo. L’unico sfizio di cui non ci si priva sono i profumi che, insieme al maquillage e alle tinture per capelli sono anche i prodotti di bellezza italiani più venduti nel mondo.

Sono questi – come scrive Tgcom 24 – i dati che emergono da un’analisi di Unipro, Associazione italiana delle imprese cosmetiche, che saranno presentati in occasione del Cosmoprof, la kermesse internazionale della cosmesi made in Italy, in programma alla fiera di Bologna dall’8 all’11 marzo.

In questi tempi difficili, dunque, i nostri connazionali limano il budget dedicato al loro look: così si diradano le visite dal parrucchiere (ogni 45 giorni mentre due anni fa ci si andava ogni 33), si rinuncia all’estetista e si ricorre ai trattamenti del più economico “fai da te”, si scelgono i cosmetici naturali e si accolgono volentieri in casa propria le venditrici porta-a-porta di prodotti di bellezza a basso costo, oppure si ordinano i prodotti per corrispondenza.

Spiega Gian Andrea Positano, direttore Centro Studi Unipro: “In media le italiane vanno dal parrucchiere 5 o 6 volte all’anno mentre prima ci andavano 9 volte e il consumo di prodotti per capelli in questo canale registra un calo netto del 6% e quello dalle estetiste del 4%’. Positano aggiunge che è in calo soprattutto il consumo dei prodotti cosmetici di gamma media, mentre vanno bene le erboristeria e i prodotti caratterizzati dal migliore rapporto qualità/prezzo.

Stanno cambiando anche le abitudini d’acquisto per risparmiare: si sceglie liberamente e con minore scrupolo e ci si rivolge anche ai canali di vendita alternativi, come il porta a porta o le vendite per corrispondenza, controllando attentamente la qualità dei prodotti più economici. Conclude l’esperto: “Si va dove costa meno e si preferisce il naturale, l’ecologico”.

Tiene invece la categoria lusso, con le creme di bellezza per il viso e il corpo di alta gamma e i profumi. A questa tipologia di prodotti non si rinuncia. Fabio Rossello, Presidente Unipro, aggiunge: ”Il consumo di cosmetici nel 2012 è prossimo ai 9.600 milioni di euro con un calo dell’1,8%. Assistiamo invece ad un aumento delle esportazioni di sette punti percentuali per un valore di quasi 2.900 milioni di euro che consentono di toccare una produzione globale di 9.040 milioni di euro con una crescita dello 0,9%”. Questi dati confortanti sull’export confermano che i prodotti italiani sono validi e apprezzati. in tutto il mondo. ”In particolare siamo leader mondiali per il trucco. Due donne su tre nel mondo usano trucchi prodotti in Italia” sottolinea Positano.

”Rinomate nel mondo anche le tinture per capelli fabbricate in Italia. Si tratta di prodotti tecnologicamente molto complessi in cui l’Italia è leader a livello internazionale per la grande attenzione rivolta alla sicurezza della filiera produttiva. Infine vanno molto bene i profumi made in Italy, anche venduti con marchi internazionali”.

I profumi made in Italy saranno sotto i riflettori anche in occasione del 24esimo premio internazionale di Accademia del Profumo, in programma il prossimo 8 marzo al Teatro Auditorium Manzoni di Bologna. In questa occasione saranno premiati il miglior profumo dell’anno scelto dai consumatori, chiamati a votare il loro preferito in 150 profumerie della penisola ma anche tramite internet; una giuria tecnica invece eleggerà la migliore creazione olfattiva, il miglior profumo Made in Italy, il miglior profumo Italian Brand ed il miglior profumo di nicchia.

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