Dallo stallo della situazione politica emergono poche vie d’uscita: in ogni caso fanno comodo soltanto a 5 Stelle

Beppe Grillo

Nella marea di titoli sparati quotidianamente da giornali e telegiornali si rischia di perdere il quadro d’insieme di quello che sta succedendo: gli otto punti di Bersani, il mercato delle vacche di Grillo, Berlusconi e il governo di responsabilità, Grillo che apre a Monti (ma poi chiude). Letti così, questi titoli dicono tutto e il contrario di tutto e, soprattutto, rendono impossibile capire che cosa stia succedendo, quale sia la strada segnata per la nascita di un nuovo governo e quali siano le ragioni che fanno sì che ognuno dei protagonisti della scena politica italiana si comporti come sta facendo.

In verità, al momento, c’è un criterio che più di ogni altro sta guidando le mosse dei leader di Pd, Pdl e Movimento 5 Stelle. Ed è la paura, o la speranza, che si torni a votare nel giro di pochi mesi. Chi ci guadagnerebbe e chi ci perderebbe da un ritorno alle urne? Di sicuro, chi vorrebbe evitare un nuovo voto e sta cercando in ogni modo di far fruttare la semi-vittoria alle elezioni è il segretario del Pd, che insiste nel tentativo di convincere il Movimento 5 Stelle ad appoggiare un governo guidato da Pd e Sel.

Gli otto punti di Bersani. Legge anticorruzione, conflitto d’interessi, dimezzamento dei parlamentari, taglio degli stipendi, riforma dei partiti, energie rinnovabili e altri. Quelli proposti dal segretario del Pd per convincere il Movimento 5 Stelle ad appoggiarlo sono tutti punti che Beppe Grillo, sulla carta, non può che condividere. E infatti molti dei neoparlamentari dell’M5S hanno tentennato di fronte a un’offerta che permetterebbe ai ‘grillini’ di avere il coltello dalla parte del manico. Ma le cose non sono così semplici.

Beppe Grillo e il mercato delle vacche. In campagna elettorale Bersani ha parlato di “scouting degli eletti del Movimento 5 Stelle”, poi il Corriere della Sera ha fatto intendere – subito smentito – che il Pd stesse avvicinando i grillini per convincerli ad appoggiare Bersani.

La risposta di Grillo è stata immediata: “E’ il mercato delle vacche” e “chi cambia casacca va preso a calci in culo”. Arrivando anche ad attaccare l’articolo 67 della Costituzione, che spiega come gli eletti non hanno vincolo di mandato (e quindi, come spesso accade, possano cambiare partito in una stessa legislatura). La paura di Grillo, ovviamente, è che l’allettante offerta del Pd possa convincere alcuni dei ‘grillini’ a cambiare casacca, o almeno a votare la fiducia a un governo Bersani disobbedendo al proprio leader. Ma se i famosi “otto punti” sono così validi, perché il blogger genovese non ne vuole sapere di accettare la proposta?

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