Se ne sono dette tante sulle dimissioni di Benedetto XVI ma rimane il suo gesto coraggioso compreso da pochi

Benedetto XVI

E così, torna alla mente la nota tiritera, “Siamo rimasti in tre!”. Siamo senza Governo; senza Papa e senza Presidente. Beh! In verità, sebbene il mandato sia solo agli sgoccioli, è come se non ci fosse.

Per quanto riguarda la politica, l’unico riff che sorge spontaneo è indubbiamente “Tu fai schifo sempre!” “E comunque” … aggiungeremmo volentieri. Circa il Presidente e il suo atteggiamento apatico degli ultimi anni, che capiamo sino in fondo, “Quasi quasi mi faccio uno shampoo!” sarebbe il tormentone appropriato. E per quanto riguarda “nonno” Benedetto?
Secondo qualcuno un “vecchio” tacciato di vigliaccheria; arrivato alla fine della propria vita; con le forze che mancano e le risorse che scemano.

Un uomo che, comunque, rispetto a chi l’ha preceduto, ha avuto il coraggio, come dicono in molti, di affermare che la Chiesa ha qualche problemino mentre, i Cardinali hanno dovuto mandar giù il suo colpo di mano circa le “destituzioni” (compresi i “direttori” della banca vaticana) che si sono avvicendate una dietro l’altra.

Ha avuto il coraggio di affermare che, nella Chiesa, “ci sono problemi di moralità”. Caspita! Eppure, oggi, davanti alle sue dimissioni, abbiamo il coraggio di affermare che “non ha attributi come chi l’ha preceduto!” Beh, singolare opinione circa il coraggio, abbiamo noi che guardiamo giacché, chi l’ha preceduto, non ha fatto che tenere la testa sotto la sabbia per anni…

I complottisti vedono nella sua decisione, parte della responsabilità circa i fattacci delle banche. Altri, l’incapacità “politica” di ricoprire il proprio incarico mentre, senza alcun dubbio, altri hanno certezze circa il suo passato di nazista.

Da encomio, poi, coloro i quali sono certi di un qualcosa che sicuramente è accaduto, che non è stato ancora scoperto e che mai salterà fuori. Eh… non è semplice accordar credito. In sostanza, si chiederebbe un atto di fede profondo; un dogma.

Che sia malato? Che sappia d’aver vita breve e quindi, non vorrebbe creare il vuoto mentre la Chiesa è in piena restaurazione in corso? Perché… è questo che, qualche tempo fa, ha annunciato. “Profondi cambiamenti sono necessari e urgenti”.

Più che un consiglio, sembrerebbe… una minaccia rivolta ai Capoccia. E si è visto! Hanno eletto “il picconatore” affinché il “restauratore” raggiungesse l’età utile all’elezione? Era già stato tutto studiato a tavolino da coloro i quali si sono resi conto che, mentre Cristo camminava in un senso, la Chiesa lo faceva nel senso opposto? Oppure, molla perché, conservatore, sa che non potrà sostenere i cambiamenti “necessari?”

Insomma, comunque la mettiate, non temete, siamo in una botte di ferro. Presto sarà eletto il restauratore e da quel giorno, di Papi ne avremo due. Straordinario; vero?

Tutto questo ci insegna davvero molto. Ci insegna che la Chiesa non è fatta di sprovveduti. Ci insegna che, almeno lì, se qualcuno dice “me ne vado per il bene del popolo” poi… lo fa davvero. Sappiamo che è fatta di fango ma anche di spiragli di luce, è fatta di pavidi, che al potere non rinunciano facilmente, ma anche di coraggiosi che sanno lasciare le luci della ribalta. Forse, perché, infondo, è fatta da uomini.

Così, sulle note di “Via!” (di Raf) salutiamo Benedetto. Il Papa che, più di tutti, non è stato compreso e capito.

Il Papa che, più di tutti non è riuscito a farsi capire. Uno straordinario studioso, con un’immensa cultura che, tuttavia, si è impegnato parecchio sapendo di dover fare solo una cosa, perché solo questo gli era stato, evidentemente, chiesto; dare uno scossone alle fondamenta e tenere il posto in caldo per il successore. Augurandogli un buon “riposo”, da parte nostra … tanto di cappello al suo coraggio!

© Riproduzione Riservata

Commenti