I nerazzurri sotto di due gol al “Massimino” ribaltano il risultato e vincono 3-2. Palacio “salva” Stramaccioni

Rodrigo Palacio

“Ieri clamoroso al Cibali, oggi normale al Massimino”, recita uno striscione sugli spalti a Catania. Niente di più vero, perché oggi questa sfida non è uno scontro impari, ma una gara tra due squadre che si stanno giocando l’Europa. E per il Catania battere l’Inter non è più così clamoroso. Se vai avanti di due gol e sprechi le occasioni per chiudere il match però, è anche normale perdere clamorosamente una gara che sembrava vinta.

Il Catania ha dominato nel primo tempo, ma è sparito nella ripresa. Stramaccioni ha sbagliato la formazione all’inizio, poi però ha trovato le mossi vincenti con l’inserimento di Palacio al posto di Rocchi che ha cambiato la partita, e l’ingresso di Cambiasso al posto di Guarin nel finale.

L’esclusione di Cassano per la lite con il tecnico qualche strascico nello spogliatoio deve averlo lasciato. L’inizio del match è da incubo per la squadra di Stramaccioni. Rocchi nettamente deludente alla prima da titolare. Complice forse la temperatura più che primaverile al Massimino, i nerazzurri scendono in campo in ciabatte. Dopo soli sette minuti Berghessio approfitta di una dormita in area di Juan Jesus e beffa Handanovic. Il gol subito non scuote minimamente i nerazzurri, che continuano a giocare inspiegabilmente con un ritmo blando e un atteggiamento passivo.

Al 19′ arriva il raddoppio del Catania, con Marchese che può staccare tutto solo in area e battere Handanovic. Bello il gol del difensore rossazzuro che riesce a indirizzare la palla all’angolino, ma senza marcatura è tutto più facile. L’Inter è completamente in balia dell’avversario, non sembra affatto una squadra che si sta giocando uno scontro diretto per l’Europa. I nerazzurri cominciano a scuotersi dal torpore nel finale del primo tempo, accennando un forcing che costringe il Catania nella propria metà campo. senza Palacio, Cassano e Milito però, gli attacchi dei nerazzurri sono sterili e non creano grandi pericoli alla porta difesa da Handanovic.

Nella ripresa Stramaccioni prova a scuotere la squadra inserendo Palacio al posto di un deludente Rocchi. La mossa si rivela azzeccata perché con l’argentino l’Inter in attacco è molto più pericolosa. Il Catania però si divora con Berghessio tutto solo davanti ad Handanovic la possibilità di chiudere il match. Scampato il pericolo, l’Inter alza la testa e trova il gol del 2-1 che riapre la partita al 52′ con Alvarez di testa, che sfrutta un assist al bacio di Palacio. La squadra di Maran non è più quella del primo tempo. Forse pensava di avere già la vittoria in pugno, ma anche dopo il 2-1 ha diverse occasioni per colpire in contropiede, ma le spreca malamente. Quando dall’altra parte c’è Palacio, certe cose non te le puoi permettere e infatti al 70′ l’argentino firma il gol del pareggio di testa.

Il Catania è sparito dal campo e all’89’ un destro al volo di Cambiasso sfiora il palo alla destra di Andujar. Poteva essere il gol della clamorosa rimonta, che arriva in pieno recupero quando ormai la sfida sembrava destinata al pareggio. Cambiasso che entra in area e serve una gran palla a Palacio, che dall’area piccola non può sbagliare. L’Inter completa così la rimonta e aggancia la Lazio al quarto posto in classifica, a -1 dal Milan terzo. Il Catania, avanti di due gol, rimpiangerà sicuramente l’occasione buttata.

La Fiorentina fatica più del previsto per avere la meglio sul Chievo. Al Franchi finisce 2-1 per gli uomini di Montella che si illudono dopo quattro minuti di poter passare un pomeriggio sereno: punizione gioiello di Pasqual e viola avanti. La Fiorentina anzichè insistere, si ferma sbagliano approccio. Il Chievo punisce la supponenza viola pareggiando il conto con Coffie al 38′. Nella ripresa cambia l’atteggiamento dei toscani che chiudono il Chievo nella propria metà campo. Borja Valero sfiora il vantaggio che arriva al 78′ con il primo sigillo di Larrondo, entrato al posto di uno spento Jovetic. Con questi tre punti, i viola cancellano la sconfitta di Bologna e tornano a sperare nel terzo posto.

Il Bologna batte nettamente il Cagliari per 3-0 e lo scavalca in classifica. Per gli emiliani (che prima del fischio d’inizio avevano ricordato Lucio Dalla ad un anno dalla sua scomparsa) in gol Taider, Diamanti (una rete gioiello, la sua) e Pasquato. Perde in casa contro l’Udinese il Pescara, condannato da un gol di Di Natale all’8′. Adesso per gli uomini di Bergodi la salvezza è ancora più lontana. Insieme agli abruzzesi, resta all’ultimo posto anche il Siena, sconfitta in casa per 2-0 dall’Atalanta: decisiva la doppietta di Bonaventura. Chiude la giornata il successo della Sampdoria contro il Parma con gol di Icardi. Per i doriani si tratta del sesto risultato utile consecutivo.

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