Consiglio approva la proposta del sindaco per la revoca dell’iter di riequilibrio finanziario: ora gli atti alla Corte dei Conti e al Ministero. Dissesto evitato o solo rinviato?

il Comune di Taormina a rischio dissesto

Il Consiglio comunale revoca la procedura di riequilibrio finanziario e prova in extremis a scongiurare, con l’ultimo tentativo, un dissesto finanziario che sembra dietro l’angolo.

L’assemblea, riunitasi in seduta straordinaria, ha votato nelle scorse ore la proposta di delibera del sindaco Mauro Passalacqua, esitandola con 7 voti favorevoli (Pina Raneri, Agostino Di Pietro, Fiero Messina, Piero Benigni, Loris Turiano, Gaetano Carella e Antonino Lo Monaco), 4 contrari (Salvo Cilona, Antonio Lo Monaco, Jonathan Sferra e Giuseppe Composto), 5 astenuti (Eugenio Raneri, Vincenzo Scibilia, Antonio D’Aveni, Salvatore Valerioti e Andrea Carpita).

Il primo cittadino ha chiesto la revoca della delibera del 29 dicembre che aveva attivato il pre-dissesto, ritenendo che la situazione possa cambiare a seguito dell’esito del collaudo ai parcheggi, dal quale si evince la pretesa da parte del Comune di 39 milioni di euro nei confronti di Impregilo per presunte inadempienze nei lavori a suo tempo eseguiti nella realizzazione dei parcheggi.

L’impresa, come si sa, vanta a sua volta un credito di 24 milioni 692 mila euro, che a differenza di quanto ora rivendica la casa municipale, è stato però suffragato da un’ordinanza del Tribunale di Trappitello che ha assegnato l’esecuzione provvisoria del decreto ingiuntivo.

I quattro consiglieri che hanno votato contro la proposta del sindaco hanno motivato la loro posizione sia in virtù dei pareri dati dagli uffici e ritenendo che in caso di dissesto i creditori del Comune di fatto potrebbero ottenere solo il 40% delle somme pretese e non subito ma nell’arco dei prossimi 10 anni.

La seduta di Consiglio ha fatto registrare momenti di tensione, e diversi consiglieri hanno espresso preoccupazione e perplessità sulla nuova procedura, in quanto i Revisori dei Conti avevano valutato “incauta” tale soluzione ed anche la ragioneria del Comune, pur “prendendo atto delle iniziative dell’Amministrazione” aveva “confermato” la “regolarità tecnica e contabile” di una recente nota (a firma anche del segretario generale). Passalacqua ha dichiarato in Consiglio di volersi recare a Palermo dal governatore Rosario Crocetta per esporre la situazione in cui si trova il Comune di Taormina e chiedere un eventuale aiuto dell’Esecutivo regionale. Il presidente del Consiglio, Raneri, ha chiesto a sua volta invece un’ispezione in Comune per far luce sulla effettiva situazione finanziaria dell’ente.

Adesso gli atti verranno trasmessi alla Corte dei Conti ed al Ministero dell’Interno, che dovranno appurare se la revoca del riequilibrio – possa effettivamente consentire di non dover dichiarare il dissesto.

A scatenare le polemiche anche il fatto che in questi 60 giorni, che erano previsti dall’iter attivato, il piano comunque non era stato predisposto e si è giunti ad una determinazione solo all’ultimo istante possibile. Uno scenario analogo a quello avutosi a novembre con il bilancio di previsione.

La delibera di queste ore, come detto, potrebbe non bastare a salvare il Comune, viste le gravi condizioni dell’ente. L’atto stabilisce che “qualora entro il termine previsto per l’approvazione del bilancio di previsione 2013 – ovvero il 30 giugno – non si registrino esiti positivi delle iniziative, l’ente procederà alla dichiarazione di dissesto con le modalità previste del decreto legislativo 267/2000”. Si confida negli sviluppi del caso Impregilo, anche se – come afferma la delibera esitata – al momento “non costituiscono titolo per l’iscrizione in bilancio delle relative somme”.

E’ stata ipotizzata la convocazione dei legali di Impregilo per una transazione nel contesto dei rispettivi contenziosi sul “dare-avere”. L’impresa vuole quanto reclamato e nei giorni scorsi si era detta disposta ad accogliere una proposta del Comune per ottenere il pagamento dei quasi 25 milioni in 10 anni, ovvero con rate annuali di circa 2 mln e mezzo di euro. Il problema a Palazzo dei Giurati restano i 10 milioni 715 mila euro di debiti da coprire nel 2013, in un passivo totale che per il Comune ammonta ad almeno 40 milioni.

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