Logiche vecchie, nomi ormai superati e soprattutto mancanza di decoro politico accomuna gli eletti alle Camere: le solite facce da bronzo ancora al comando

Bersani farà la fine di Prodi?

Elezioni nazionali, immaginate un risultato diverso. Con un premier di centro sinistra eletto a maggioranza, un Parlamento occupato da volti freschi,possibilmente giovani, e tutti neofiti. Con un senato dove nessuno, ma proprio nessuno dice di essersi mai seduto in quegli scanni. E l’Italia si preparerebbe ad un nuovo capitolo nella storia della Politica Ripulita. Con il placet dell’immaginario comune che si aspetterebbe nuove formule per amministrare senza se e senza ma. Tutto questo, pero’, è utopia.

Logiche vecchie, nomi vecchi e soprattutto mancanza di decoro politico accomuna gli eletti, candidati in circoscrizioni recondite, ma assolutamente blindate. E adesso, anzicchè guardarsi allo specchio e ammettere: per colpa nostra il Paese si è arenato. E anzicchè avere uno scatto d’orgoglio, approvare la legge elettorale e togliere il disturbo in massa, si trovano li’. Con quelle facce di bronzo e continuano a rilasciare interviste, proclami e diktat.

In una sola frase a parlarsi addosso. Senza scendere nei personalismi, questi signori non vogliono capire che devono togliersi la maschera dei politicanti ad oltranza ed optare per una vita che andrà loro sicuramente meglio che a noi.

Con la pensione di deputato o senatore, con le buonuscite a sei zeri di cui nessuno parla e con tutti i privilegi acquisiti, potrebbero godersi gli agi della vita e soprattutto non arrecare piu’ danno di quanto non abbiano fatto a noi comuni e mortali elettori. Insomma avranno capito la lezione o no?

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