Il rottamatore smentisce le voci che lo danno pronto a fare il premier: “ho perso le primarie, faccio il sindaco”

Matteo Renzi

Matteo Renzi smentisce il retroscena del Corriere della Sera sulla sua disponibilità a fare il premier: «Ciò che volevo per l’Italia l’ho detto per le primarie. Ho perso. Adesso faccio il sindaco. Non ci possiamo permettere neanche i rimpianti».

Il quotidiano stamattina in un retroscena sosteneva che il sindaco di Firenze, era “pronto” a fare il presidente del Consiglio, se il suo nome fosse proposto al capo dello Stato, Giorgio Napolitano, all’interno di una rosa di nomi, senza, cioè, un’indicazione “secca” del segretario del Pd, Pier Luigi Bersani. Renzi, secondo la ricostruzione, bolla come «illazioni», «cavolate», l’ipotesi «che potrei fare il segretario», o che «potrei fare il premier» come «alcuni giornalisti scrivono».

«La realtà dei fatti è questa: io non mi farò mai cooptare dal partito. Manco morto! -avrebbe detto il sindaco di Firenze ai suoi – Nessuno dei vertici potrà mai dire: “Il nostro prossimo candidato premier sarà Renzi”. Perché a quel punto io dico: no, grazie. Altra cosa è se il Partito democratico va alle consultazioni da Giorgio Napolitano con una rosa dei nomi. Cioè, senza dire che la richiesta è quella di Bersani secca».

Il sindaco di Firenze dice la sua anche sulla trattativa con Grillo. Renzi boccia la linea di D’Alema: «Pensiamo di uscirne vivi offrendo a Grillo la Camera e a Berlusconi il Senato, secondo gli schemi che hanno già fallito in passato?». «Trovo sbagliato e dannoso inseguire Beppe Grillo sul suo terreno, quello delle dichiarazioni ad effetto. Quello della frase di tutti i giorni. Tanto lui cambia idea su tutto, la storia di questi ultimi 30 anni lo dimostra. Grillo non va rincorso, va sfidato. Sulle cose di cui parla, spesso senza conoscerle».

Sulle elezioni il sindaco non fa giri di parole: «Il centrosinistra le ha perse». La priorità «è rimettersi in sintonia con gli italiani, non giocare al compro baratto e vendo dei seggi grillini». «Ho combattuto Bersani a viso aperto quando non lo faceva nessuno, guardandolo negli occhi. Non lo pugnalo alle spalle, oggi: chiaro?».

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