Ex brigatista morto nel conflitto a fuoco con le guardie giurate, presi due rapinatori: uno dei banditi era in permesso premio. La sparatoria in mezzo ai passanti in pieno centro. La Questura rafforza i servizi di controllo

far west a Roma

Pensavano di fare una rapina come tante altre ma qualcosa non è andato per il verso giusto. Il vigilantes ha tentato di fermarli, sono partiti dei colpi di arma da fuoco.

E’ finito nel sangue l’assalto a un portavalori in via Carlo Alberto 6, zona piazza Vittorio, poco prima dell’una. Il bilancio è drammatico: un rapinatore morto e una guardia giurata ferita da tre colpi di pistola alla gamba e al braccio.

Il rapinatore ucciso è Giorgio Frau, ex brigatista rosso. Cinquantasei anni, romano, da ragazzo vicino a Lotta Continua, Frau era noto alle forze dell’ordine per i suoi diversi precedenti. Frau era tornato in libertà nel 1998 per terrorismo e riarrestato a Perugia per una rapina nel 2003. L’uomo, di 56 anni, era ritenuto dagli inquirenti appartenente alla «vecchia guardia» delle Brigate Rosse e risulta legato all’Unione Comuniste Combattenti.

Presi gli altri due rapinatori. Due rapinatori, arrivati con uno scooter e fuggiti, sono stati presi dai carabinieri e condotti in via In Selci. Si tratta di Massimo Nicoletti, di 34 anni, e Claudio Corradetti, 41. Anche loro già inquisiti in passato per “fatti politici”.

Corradetti era in permesso premio e stava scontando una pena di 20 anni: era detenuto nel carcere di Sulmona ed era fuori per un permesso premio. In passato era stato legato ad ambienti dell’estrema destra.

Il ministro della Giustizia Paola Severino ha avviato, tramite l’Ispettorato, accertamenti preliminari in merito alle decisioni assunte dai magistrati di sorveglianza del Tribunale dell’Aquila che hanno portato alla concessione di un permesso premio per Corradetti. Il guardasigilli ha chiesto di conoscere le motivazioni di tali decisioni.

Tutto è successo a pochi passi dalla basilica di Santa Maria Maggiore. Molti i passanti e i turisti tra le vie della zona centrale, considerata anche l’ora del fatto, poco prima delle 13. Alcune persone al rumore degli spari si sono rifugiate nei negozi e dietro le auto. Tanti anche gli stranieri spaventati, molti di loro diretti alla basilica di Santa Maria Maggiore. Tanti fori di proiettili sui muri dei palazzi e contro le vetrate ad altezza d’uomo. Pochi minuti prima della sparatoria dal vicino liceo erano usciti molti studenti.

La banda puntava a un bottino da 100mila euro. Sarebbe stato di centomila euro il bottino ottenuto dai tre rapinatori se il colpo fosse andato a buon fine. Il denaro era contenuto in un plico appena preso dalla banca popolare di Sondrio, di cui la guardia giurata ferita è riuscita ad impedirne il furto. Secondo una prima ricostruzione, Frau sarebbe stato il primo ad entrare in azione, affrontando la guardia giurata che aveva con sè il denaro e sarebbe stato lui ad esplodere i primi colpi. Il vigilantes avrebbe reagito uccidendo il rapinatore. Nel frattempo una seconda guardia giurata, che era nelle vicinanze dell’entrata della banca, avrebbe avuto una colluttazione con il secondo rapinatore che avrebbe esploso a sua volta alcuni colpi.

Indossava una pettorina in uso al personale delle Poste uno dei rapinatori che ha tentanto con altri due l’agguato. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri i tre rapinatori sono giunti sul luogo del colpo a bordo di una macchina e di una motocicletta che sono poi state lasciate sul posto al momento della fuga, avvenuta a piedi.

Poco prima le 13, il furgone portavalori con i tre vigilantes a bordo era giunto davanti alla Banca di Sondrio per il prelievo del denaro: un vigilante è rimasto a bordo, un altro è entrato per ritirare i soldi e un terzo lo ha seguito aspettando sull’uscio della filiale. Poi una delle guardie giurate è uscita con il plico, seguita dal collega che lo aspettava sull’uscio.

A questo punto sono entrati in azione i tre rapinatori: uno ha bloccato l’ultima guardia giurata all’uscita della banca e ne è nata una colluttazione, mentre Frau, ha sparato contro il vigilante che aveva il plico, il quale ha risposto al fuoco uccidendolo. All’uscio della filiale ha sparato anche l’altro rapinatore alla prese nella colluttazione con l’altro vigilante.

Un altro rapinatore a bordo di uno scooter aspettava i complici dall’altra parte della strada indossando una pettorina delle Poste ma poco dopo è scappato assieme all’altro rapinatore. In terra oltre al bandito morto e rimasto il vigilante ferito, il quale stringeva a sè il plico. I due rapinatori, dopo il tentato colpo, sono poi scappati a piedi verso Porta Maggiore e sono stati rintracciati poco dopo da una pattuglia dei carabinieri del nucleo Radiomobile grazie alle descrizioni dei testimoni. Alcuni proiettili hanno raggiunto anche il muro sopra l’entrata di alcuni negozi di fronte ala banca.

Nel pomeriggio un’altra sparatoria, stavolta in periferia. A seguito dei due gravi fatti di sangue il Questore di Roma Fulvio della Rocca ha disposto la massima intensificazione dei servizi di controllo del territorio.

© Riproduzione Riservata

Commenti